Il Tavolo petrolchimico dell’Emilia-Romagna — con il presidente della Regione Stefano Bonaccini, in testa — ha chiesto ieri al governo di tenere l’offshore di Ravenna fuori dalla sospensiva alle trivellazioni decisa dall’esecutivo. “Diversamente — ha avvertito Bonaccini — il governo si prepari a gestire lo stato di crisi del settore e la perdita di migliaia di posti di lavoro”
A rincarare la dose Vannia Gava, deputato della Lega e sottosegretario all’Ambiente: “Quando, qualche settimana fa, ho incontrato i rappresentanti delle imprese che si occupano di trivellazioni nell’Adriatico, ho ascoltato dalla loro viva voce le preoccupazioni su quella che è passata alle cronache come la questione delle ‘trivelle’. Il punto è molto semplice: le autorizzazioni nazionali si limitano a permettere o impedire il posizionamento di stazioni di trivellazioni all’interno delle proprie acque territoriali. Ma poi, una volta installata una stazione di questo tipo, la ricerca dei giacimenti di petroli e di metano nel sottosuolo è libera. Con il risultato che, come ben sintetizza oggi Michelangelo Borrillo sul ‘Corriere’, ci sono trivelle posizionate in acque croate (e che quindi continuano ad essere presenti nel panorama e più in generale nell’ecosistema del mediterraneo) libere di cercare ed estrarre petrolio e metano mentre le aziende italiane devono stare ferme a guardare. Sul tema delle Trivelle, la posizione della Lega è sempre stata chiara: bisogna andare avanti: questo significa progettare il futuro senza dimenticare il presente. Ma significa anche evitare di farsi del male da soli, imponendosi vincoli esagerati che oltre a non produrre vantaggi ambientali, finiscono per danneggiare la nostra economia. Non vogliamo essere quelli del ‘non fare’ ma vogliamo essere invece quelli del ‘fare bene’, conclude il Sottosegretario.

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