Blitz di Legambiente questa mattina a Ravenna all’incontro organizzato dal sindaco e presidente della Provincia di Ravenna Michele De Pascale, dove i volontari dell’associazione si sono presentati per esprimere la loro ferma contrarietà alle ragioni dell’appuntamento. Punto centrale dell’iniziativa i danni che verrebbero provocati al settore dall’emendamento 11.0.43, inserito nel Ddl semplificazioni, che genera una sospensione di 18 mesi ad alcune delle attività di estrazione.

Diverso il punto di vista di Legambiente secondo cui il summit è totalmente anacronistico, perché la priorità su cui si deve concentrare la politica è la decarbonizzazione dell’economia, con il taglio dei 16 miliardi di euro di sussidi annuali alle fonti fossili e la riconversione del settore energetico. L’associazione ribadisce la necessità che il governo presenti al più presto un piano energetico nazionale per il clima e l’energia, che definisca un percorso ambizioso e concreto, e sottolinea la necessità che anche le Regioni e i Comuni interessati dalle attività estrattive si impegnino nella richiesta di un cambio di rotta.

“Riorganizzare il comparto – dichiara il presidente di Legambiente Emilia-Romagna, Lorenzo Frattini – significa anche andare a vedere quanti soldi vengono regalati alle compagnie che estraggono idrocarburi. Al centro del sistema energetico del nostro Paese vige ancora una dittatura delle fonti fossili da cui è urgentissimo uscire per arrestare i cambiamenti climatici, ma anche per ridurre e combattere l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità di vita dei cittadini. Il governo deve avere il coraggio di imprimere una svolta alla politica energetica nazionale”. Legambiente ricorda che per ridurre in maniera significativa i gravissimi danni che provoca il cambiamento climatico, non solo nei paesi più poveri e vulnerabili ma anche in Europa, è necessario fermare l’aumento della temperatura del pianeta entro 1.5°C. Secondo le stime dell’Agenzia europea dell’ambiente, un aumento della temperatura globale di 2°C comporterebbe costi fino a 120 miliardi all’anno e se si raggiungessero 3°C il costo annuo sarebbe addirittura di 200 miliardi.

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