Nel 2019, come nei due anni precedenti, si è puntualmente ripresentato il triste fenomeno degli spiaggiamenti massivi di tartarughe marine a causa del forte freddo: 10 le tartarughe marine recuperate nelle ultime 24 ore in ipotermia, complice il freddo pungente dello scorso weekend, e il numero è destinato ad aumentare nelle prossime ore.

Gli esemplari, recuperati a Cervia, Pesaro, Fano, Senigallia, Falconara e Porto Recanati, sono arrivati al Centro di Recupero delle Tartarughe Marine di Riccione fortemente debilitati e presentano i sintomi di una sindrome nota come cold stunning, detta comunemente ipotermia, ma diverse presentano anche ferite vecchie o recenti, alcune probabilmente da costrizione dovute all’incontro accidentale con reti, lenze o altri rifiuti presenti in mare: nei prossimi giorni le analisi e le visite accurate a cui verranno sottoposte ci diranno di più sulle loro condizioni di salute. Le tartarughe affette da cold stunning si immobilizzano, rallentano al massimo le proprie funzioni vitali, e finiscono a causa di correnti e mareggiate per spiaggiarsi sulle nostre coste, rischiando la morte per assideramento per le temperature fuori dal mare ancora più rigide di quelle in acqua.

“Per le tartarughe affette da questa sindrome – spiega la Fondazione Cetacea – ogni minuto in più al freddo potrebbe rivelarsi fatale per cui chiediamo a tutti la massima collaborazione: chiunque dovesse imbattersi in una tartaruga spiaggiata avvisi immediatamente la Capitaneria di Porto di competenza e noi allo 0541691557, e in attesa dei soccorsi metta la tartaruga al caldo, coperta con un asciugamano asciutto (avendo l’accortezza di tenere la testa scoperta)”.

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