Le piante cadono per la scelta di essenze sbagliate per il clima, il terreno o la posizione, ma anche per gli errori sulle dimensioni e sul rispetto delle distanze per un corretto sviluppo delle radici, sul quale pesa soprattutto la mancanza di manutenzione adeguata. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai drammatici effetti, con morti e feriti, della caduta degli alberi nelle città.

“Altra tematica – sottolinea la Coldiretti – è quella della difesa fitosanitaria che è aumentata per l’aggressività di tanti patogeni introdotti negli anni da diverse parti del mondo con conseguenze catastrofiche sulla bellezza dei luoghi, ma anche sulla loro sicurezza, con problemi di stabilità degli alberi. Nelle città italiane ci sono milioni di alberi secondo una analisi della Coldiretti dal quale si evidenzia che nelle grandi metropoli il numero varia dai 350mila della Capitale a agli oltre 464mila di Milano. Nei capoluoghi di provincia ci sono oltre 564 milioni di metri quadrati di verde pubblico che corrispondono ad una disponibilità media di 31,1 metri quadri per abitante. Un patrimonio che deve essere adeguatamente valorizzato – conclude la Coldiretti – con una gestione professionale anche attraverso la rivalutazione del ruolo degli agricoltori così come previsto dalla legge di orientamento che consente ai comuni di delegare la manutenzione agli imprenditori agricoli ed evitare così una gestione improvvisata che mette in pericolo i cittadini”.

Con l’arrivo del maltempo si è quindi registrato un significativo aumento nel crollo degli alberi in molti comuni che, secondo Patrizio Zucca, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Lazio, “testimonia il difficile stato vegetativo che caratterizza il nostro patrimonio arboreo urbano. Nel crollo di un albero – continua Zucca – esiste un evidente rapporto tra il suo stato di criticità statica e l’insieme delle concause esterne in grado di aumentare la probabilità dell’evento. Un albero sano, ben radicato ed in assenza di azioni di disturbo è estremamente improbabile che ceda e si schianti, al contrario un albero in condizioni di salute non ottimali, che ha subito traumi ed amputazioni di porzioni radicali è molto probabile che, specie in consociazione con eventi esterni importanti – come ad esempio le forti raffiche di vento che in queste ore hanno investito la nostra regione – ceda o si sradichi. Proprio per queste ragioni, dunque – aggiunge il Presidente – l’attenzione sullo stato fitosanitario e fitostatico degli alberi, soprattutto di quelli ubicati in città, nei centri abitati e in prossimità delle strade dovrebbe essere certamente maggiore. Come Dottori Agronomi e Forestali, Tecnici con competenze esclusive nella valutazione della stabilità degli alberi, da tempo chiediamo a istituzioni ed enti di governo monitoraggio e impegno sullo stato di salute dei patrimoni arborei urbani e stradali, e restiamo a disposizione per questo tipo di attività di controllo che, se effettuate con regolarità, contribuirebbe a dare risultati decisivi nel contrasto dei crolli di alberi. Bisogna lavorare sulla prevenzione e non – conclude Zucca – sic et sempliciter, sull’emergenza”.

 

 

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