Il problema dei rifiuti, nei mari e sulle spiagge, sta assumendo proporzioni preoccupanti:
secondo le stime del Consiglio Generale della Pesca nel Mediterraneo (Fao) oltre sei milioni di tonnellate i materiali solidi e pericolosi di origine umana vengono scaricati ogni anno nei mari del mondo. Eppure l’Italia presenta anche casi di eccellenza per la produzione ittica e di prodotti che dalla vicinanza al mare, fiumi o laghi traggono la loro unicità; per associazioni di tutela dell’ecosistema e delle acque; per la promozione di turismo lento sui corsi d’acqua e per la valorizzazione di prodotti ittici sostenibili.

Si parlerà di questi temi all’interno de “Il Porto di Fa’ la cosa giusta”: una piazza dove scienziati, velisti, geografi, pedagogisti, esploratori e giornalisti, racconteranno, con un approccio multidisciplinare e divulgativo, l’ecosistema marino, dei corsi d’acqua e delle acque interne, del loro stato di salute, delle emergenze in atto e delle buone pratiche per risolverle. Si parlerà, ad esempio, dell’impatto delle macro e microplastiche, e degli interventi messi a punto per limitarne la diffusione e per rendere possibile il recupero di quelle già disperse in mare.

Il programma di incontri, laboratori e appuntamenti si affiancherà a 32mila m2 di spazio
espositivo, suddiviso in dieci sezioni tematiche, che ospiteranno centinaia di realtà, aziende, associazioni e le loro proposte di servizi, prodotti e tecnologie per ridurre l’impatto della nostra vita quotidiana.

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