In Emilia Romagna l’agricoltura biologica supera il 15 per cento della superficie agricola, lasciandosi alle spalle l’agricoltura integrata. Sono 152.000 gli ettari, in particolare, coltivati a biologico in Emilia Romagna, pari al 15 per cento della Superficie Agricola Utilizzabile.
Il biologico supera per la prima volta l’agricoltura integrata,
 che si colloca di poco sotto al 15 per cento di SAU. Agricoltura integrata che, pur con un utilizzo più razionale di pesticidi e concimi, non può essere l’obiettivo vero della conversione ecologica dell’agricoltura.

“Resta purtroppo un 70 per cento di superficie agricola convenzionale – commenta Paolo Galletti, co-portavoce Federazione Verdi Emilia Romagna – con veleni sui prodotti e nella falda, perdita di fertilità del terreno,in alcuni luoghi già in fase di pre desertificazione sotto al 2 per cento di sostanza organica, distruzione della biodiversità, contributo di CO2 al cambiamento climatico. Il paradosso – aggiunge Galletti – consiste nei controlli certamente giusti e severi di chi fa biologico, mentre l’agricoltura convenzionale, sovvenzionata in molti modi, sparge impunemente veleni nel suolo e nelle acque e provoca morie delle api e attenta alla salute con prodotti contaminati.

E ora anche con i fanghi di depurazione – continua il co-portavoce – con inquinanti pericolosi come la diossina, sparsi sui campi, grazie al governo giallo bruno.
La recente campagna di discredito contro l’agricoltura biologica lanciata da organi di informazione e da scienziati compiacenti non fermerà un fenomeno sempre più gradito ai produttori ed ai consumatori. Scienziati – conclude – per lo più digiuni di conoscenze agronomiche e con una visione arcaica della scienza, mentre illustri agronomi sostengono l’agricoltura biologica”.

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