È stato firmato questa mattina l’accordo operativo tra Regione Puglia, Corepla, Ager, Arpa Puglia e Autorità Portuale del Mare Adriatico Meridionale, per la realizzazione del progetto sperimentale Puglia Fishing For Litter. Il Protocollo propone di incentivare, su tutto il territorio regionale, la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica e le attività di fishing for litter – ovvero dare la possibilità a pescatori di riportare a terra, senza incorrere in sanzioni, i rifiuti accidentalmente pescati dai fondali marini – per monitorare quantità e tipologie dei rifiuti provenienti dalle imbarcazioni, scaricati in uno o più porti della Regione.

Legambiente Puglia supporterà il progetto Puglia Fishing For Litter nelle attività di formazione e promozione, attraverso interventi di sensibilizzazione sul tema del marine litter rivolti ai cittadini e soprattutto alle scuole. Recente in proposito “Se butti male… finisce in mare”, progetto educativo sulla prevenzione dei rifiuti in mare, realizzato in collaborazione con Corepla, che coinvolgerà 2.000 studenti di 7 città pugliesi. Durante la conferenza sono stati presentati i risultati del progetto Molfetta fishing for litter, partito a novembre 2018 con il coinvolgimento di 9 imbarcazioni e 36 addetti. In ogni giornata di attività, i pescatori hanno percorso in media 100 miglia, separando il materiale estraneo dal pescato e conferendolo nei cassonetti collocati nell’area portuale. 400 kg di rifiuti sono stati esaminati su un totale di circa 1.200, presso il centro ASM Molfetta.

«Da tempo – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Legambiente contrasta il marine litter, con progetti sperimentali di fishing for litter, realizzato a Porto Garibaldi (Fe), nell’Arcipelago Toscano, in Puglia a Manfredonia (Fg), nel Lazio a Terracina (Lt). Il settore della pesca, minacciato purtroppo dal proliferare dei rifiuti, costituisce una risorsa fondamentale per la tutela del mare e dell’ambiente. Il progetto sperimentale Puglia Fishing For Litter, nato dalla capacità di fare rete, permette ai pescatori di riportare a terra i rifiuti rimossi dai fondali marini, attività prevista dalla direttiva europea Marine Strategy, ma vietata in Italia dalle normative vigenti. Serve approvare una legge che consenta ai pescatori di dare continuità alle attività di raccolta e corretto smaltimento dei rifiuti, evitando il rischio di sanzioni».

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