Otto anni dopo la catastrofe, con quattro anni di ritardo, Tepco – il gestore della centrale – ha iniziato lo smantellamento con operazioni da remoto.

Per la prima volta dal disastro nucleare di Fukushima del 2011, il gestore della centrale, la Tepco, ha iniziato i lavori per la rimozione del magma radioattivo all’interno del reattore numero 3, uno dei tre colpiti dal terremoto e dallo tsunami.

In anticipazione delle attività di smantellamento, la Tepco ha dovuto decontaminare il piano all’interno dell’impianto per via delle alte radiazioni che non consentono il funzionamento meccanico delle attrezzature radiocomandate. Gli ingegneri puntano a sollevare 52 dei 514 gli elementi di materiale fissile esauriti all’interno della vasca di raffreddamento, per trasportarli in un altro contenitore tramite operazioni remote.

I 3 reattori furono colpiti da un’esplosione di idrogeno all’indomani del terremoto di magnitudo 9 e il successivo tsunami, con la conseguente dispersione delle radiazioni. I lavori di smantellamento sono stati ritardati di oltre 4 anni a causa di vari malfunzionamenti: la società conta di finire i lavori entro il marzo del 2021.

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