Lo scorso 10 luglio la Corte di Cassazione ha sancito la condanna definitiva a 5 anni di reclusione per Cipriano De Martino, responsabile dell’innesco dell’incendio che, nell’estate del 2017, ridusse in cenere 18 ettari di vegetazione del Monte Faito. La Corte di Cassazione ha giudicato inammissibile il ricorso presentato dal 62 enne residente nella frazione collinare di Moiano, a Vico Equense. Il WWF – rappresentato dall’avv. Guido Di Nola – era parte civile nel procedimento, assieme al Comune di Vico Equense, all’associazione Vas e alla Pro Faito. Assente l’ente Parco Regionale dei Monti Lattari e la Comunità Montana.
Era il giorno di ferragosto del 2017 quando la montagna tra Vico Equense e Castellammare di Stabia fu devastata da un violento incendio. I sospetti si concentrarono su De Martino, incastrato da alcuni video che lo immortalavano mentre a bordo della sua Ape Piaggio raggiungeva il Faito, prima che divampassero le fiamme e mentre tornava a casa, subito dopo lo scoppio dei roghi. I carabinieri perquisirono l’abitazione del sospettato, trovandovi alcune bottiglie di plastica in cui sarebbe stata contenuta la benzina usata per appiccare il fuoco. Il contadino fu arrestato e condannato a sei anni e due mesi di carcere e a nulla valsero le diverse giustificazioni fornite. Poi lo sconto in appello e ora la condanna definitiva.

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