A seguito del passaggio dell’uragano Dorian sull’arcipelago delle Bahamas tra l’1 e il 3 settembre scorsi, si è attivato il Sistema Internazionale di Protezione Civile per far fronte alla situazione di emergenza. Tra i danni riscontrati, anche quelli derivanti dalla distruzione della copertura di alcune cisterne del sito di stoccaggio di idrocarburi, localizzato sull’isola di Gran Bahamas, il South Riding Point Terminal. Tale rottura, a causa dei forti venti, ha determinato lo spargimento di parte degli idrocarburi contenuti sul territorio circostante e probabilmente anche in mare.

In questo contesto, il sistema di intervento della Protezione Civile Europea, attraverso il proprio Centro Emergenze, ha richiesto lo scorso 18 settembre ai Focal Point degli Stati Membri (per l’Italia il Dipartimento della Protezione Civile) di offrire il supporto indicando esperti con particolare esperienza nella valutazione dei rischi ambientali e antropici derivanti da uno sversamento di idrocarburi.

Tra le candidature pervenute, è stata scelta quella di Luigi Alcaro dell’Area Emergenze Ambientali in Mare del Centro Nazionale per le crisi e le emergenze ambientali e il danno dell’ISPRA; l’esperto dell’Istituto è già sul posto per dare supporto tecnico alle autorità locali, in particolare il Ministero dell’Ambiente bahamense, nel redigere una valutazione ambientale degli impatti derivanti dallo sversamento di idrocarburi.

La missione, partita il 21 settembre, durerà sino al prossimo 28 settembre e si svolgerà sotto il coordinamento delle Nazioni Unite e consisterà nell’incontrare le Istituzioni e gli altri attori coinvolti dal disastro ambientale e umanitario e nel sopralluogo delle aree colpite.

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