Freddo nelle zone terremotate, è emergenza stalle
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Stop alla burocrazia per recuperare i ritardi nella consegna delle stalle mobili e salvare gli animali che si ammalano e muoiono per il freddo nelle zone d’Italia colpite recentemente dal terremoto, dove le temperature in questi giorni sono scese ampiamente sotto lo zero. E’ l’allarme lanciato dagli agricoltori e dagli allevatori terremotati della Coldiretti che denunciano un iter burocratico delle misure di sostegno troppo complesso, che sta mettendo a rischio la vita degli animali rimasti senza strutture adeguate a causa del sisma. Si stima che siano appena il 15% le strutture di protezione poste in essere e gli allevatori non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti a vivere senza riparo o nelle strutture pericolanti, con il rischio di ammalarsi e morire. “Con le temperature crollate fino a -10 non ci sono carte che tengano e serve ora uno sforzo comune per superare le difficoltà sinora incontrate e alleggerire il percorso per l’arrivo delle strutture, risolvendo al contempo i problemi nell’allaccio dell’energia elettrica e dell’acqua, senza le quali le stalle montate non possono ospitare adeguatamente gli animali” denuncia la Coldiretti che chiede subito un immediato cambio di passo per alleviare le difficoltà nelle aziende dove occorre anche garantire subito una sistemazione a quegli agricoltori e allevatori che hanno avuto le case crollate o lesionate. In questo contesto, anche se tardiva, una risposta – conclude la Coldiretti – viene dall’ordinanza che autorizza finalmente gli allevatori a comprare direttamente tutto ciò che serve per garantire la continuità produttiva delle proprie aziende a fronte di un rimborso pubblico previsto fino al 100% delle spese sostenute.

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