Lupi (che sono cani) confidenti e reintroduzioni mai avvenute: di tutto un po’ su Wild Frank Italia
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Lupo e informazione televisiva. E' mai possibile che l’esperto Frank Cuesta non si sia accorto di stare scambiando un Canis lupus italicus (lupo grigio appenninico) per un domestico cane lupo cecoslovacco? E se anche fosse stata una “svista”, è possibile che il programma non debba, quantomeno, una dovuta rettifica?

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Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

“Un singolo post non basterebbe per descrivere la quantità di errori e falsità sul lupo che si possono vedere nell’episodio numero due di Wild Frank Italia, programma in rotazione in questi giorni sul canale DMAX Italia”. Inizia così il post di precisazione di WWF Youg Italy, la rete di giovani del Wildlife World Foundation tra i 18 e i 35 anni, che mira dritto alla puntata registrata sull’Appennino abruzzese da Frank Cuesta, erpetologo spagnolo, al secolo Francisco Javier Cuesta Ramos. Ed effettivamente, a guardare le immagini, sembra proprio uno di quei casi in cui la corretta informazione lasci spazio a sensazionalismo e informazione un tanto al chilo.

“Al minuto 24 della puntata – si legge nel post – il caro vecchio Frank comincia a parlare di lupi steso in un prato, mentre si avvicina un branco. Non c’è da sorprendersi che i lupi in questione siano cosí rilassati e confidenti con un uomo, dato che in realtà i “lupi” filmati nel video sono cani lupo cecoslovacco, una razza – domestica, aggiungiamo noi – creata dall’incrocio con il cugino selvatico.

Non è comunque questa la cosa peggiore: Frank infatti fa più volte riferimento in maniera confusa ad una reintroduzione italiana che durerebbe da 40 anni, che sarebbe alla base dei problemi di convivenza. Reintroduzione mai avvenuta, come hanno spiegato decine di volte una miriade di specialisti, non ultimi i ricercatori di “Canis lupus Italia”. E poi, i ragazzi di WWF Young, chiudono con una riflessione: moltissime persone e organizzazioni si battono per avere un’informazione pulita e credibile. Grandi sforzi per piccoli passi avanti, resi spesso difficili dai pregiudizi che accompagnano i temi più caldi e il lupo ne è il perfetto esempio. Non è possibile che nel 2018 una emittente televisiva non abbia un controllo scientifico su quello che viene trasmesso. Per di più quando si tratta di un programma cosí seguito ed il cui il tema centrale è la natura”.

Ci uniamo alla riflessione dei giovani: è mai possibile che l’esperto Frank Cuesta non si sia accorto di stare scambiando un Canis lupus italicus (lupo grigio appenninico) per un domestico cane lupo cecoslovacco? E se anche fosse stata una “svista”, è possibile che il programma non debba, quantomeno, una dovuta rettifica? Lasciamo a voi le considerazioni.

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