Fucili e munizioni nelle grotte, blitz antibracconaggio nel Golfo di Salerno
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Le operazioni di repressione del bracconaggio continueranno fino a chiusura della stagione venatoria e si avvarranno anche dell’ausilio di sofisticati sistemi di videosorveglianza e fototrappolaggio ad infrarossi.

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Operazione antibracconaggio del Nucleo Carabinieri Forestali di Castellammare di Stabia che, assieme al WWF Terre del Tirreno, hanno effettuato un controllo delle zone di caccia nel Parco Regionale dei Monti Lattari e sul territorio della Penisola Sorrentina.

Durante un pattugliamento effettuato nei giorni scorsi, anche in orari notturni e all’alba, sono stati controllati numerosi cacciatori ed individuati diversi nascondigli, abilmente occultati tra la vegetazione e nelle grotte calcaree della dorsale dei lattari che guarda il golfo di Salerno, con 150 munizioni da caccia ed un fucile. Si tratta di un espediente per poter cacciare di frodo in qualsiasi periodo dell’anno, anche a caccia chiusa ed a specie protette: i fucili infatti non vengono portati da casa ma sono nascosti nella montagna, dopo averne abraso la matricola, sotto i muri, in grotte o tra la vegetazione, assieme alle munizioni, costituendo un ulteriore grave pericolo.

ANTIBRACCONAGGIO – “I rinvenimenti di questi giorni non sono certo un caso isolato – spiega Claudio d’Esposito Presidente del WWF Terre del Tirreno – solo tra Monte Comune e S. Maria del Castello, nel comune di Vico Equense, negli anni scorsi sono state individuate e sequestrate centinaia di cartucce nascoste e anche fucili da caccia, quasi sempre con matricola abrasa per non consentire di risalire al proprietario. Contro di loro il sistema di controllo e di repressione è ancora troppo scarso”.

Le operazioni di repressione del bracconaggio continueranno fino a chiusura della stagione venatoria e si avvarranno anche dell’ausilio di sofisticati sistemi di videosorveglianza e fototrappolaggio ad infrarossi.

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