Cambio al vertice in Legambiente: Stefano Ciafani nuovo Presidente di Legambiente e Giorgio Zampetti neo Direttore generale. Tra le priorità di azione: lotta ai cambiamenti climatici, economia circolare e civile, green society, legalità, citizen science e volontariato. Al loro fianco di Ciafani e Zampetti, ci saranno Vanessa Pallucchi, neo vicepresidente nazionale, e Serena Carpentieri, nuova vicedirettrice. Le nuove elezioni, a poco più di due anni dal X congresso nazionale di Milano del dicembre 2015, arrivano a seguito delle dimissioni alla fine dello scorso anno dell’allora Presidente Rossella Muroni, eletta parlamentare di Liberi E Uguali in Puglia nelle recenti elezioni politiche.

I TEMI PRIORITARI SU CUI LAVORARE –   Tra gli altri obiettivi da perseguire, la lotta all’inquinamento e alle disuguaglianze, la costruzione di un modello economico alternativo a quello attuale, il rafforzamento del profilo vertenziale dell’associazione, l’allargamento della rete associativa e delle alleanze. Sono temi centrali che per Legambiente ben sintetizzano le sfide che il Paese dovrà affrontare nel prossimo futuro: dalle politiche climatiche e urbane alla mobilità nuova e sostenibile, dallo stop al consumo di suolo alla lotta all’abusivismo edilizio, dalla promozione del turismo di qualità a quella del capitale naturale e delle aree protette, dalla mobilitazione contro l’estrazione di idrocarburi alla lotta allo smog in Pianura padana e nelle aree urbane, dalla mobilitazione per la rinascita delle aree terremotate del centro Italia all’emergenza acque, dalla mancata depurazione alla vicenda Pfas nelle falde di tre province venete, dal contrasto al marine litter all’emergenza cronica della Terra dei fuochi.

LE DICHIARAZIONI DEL NEO PRESIDENTE – “Sullo scenario internazionale – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – i temi ambientali sono sempre più centrali per fronteggiare le emergenze e per riconvertire l’economia in chiave ecologica, come è evidente anche dalla recente svolta in Cina. In Italia questo non sta ancora avvenendo come dimostrano anche le ultime agende governative e il dibattito politico della campagna elettorale appena conclusa. Eppure, nonostante i cronici problemi ambientali e di illegalità che oggi si possono combattere coi nuovi strumenti previsti dalla legge ecoreati, il nostro Paese può vantare tra i cittadini, le istituzioni e le imprese numerose esperienze di innovazione sociale, gestionale e tecnologica che utilizzano la tutela dell’ambiente come leva per il cambiamento. Continueremo a praticare la nostra idea di ambientalismo scientifico e popolare, con curiosità e inclusione, per cercare nuovi alleati in attesa che si concretizzi il percorso di rigenerazione ambientale e sociale su tutto il territorio nazionale”.

LEGAMBIENTE: UN’ESPERIENZA STRAORDINARIA DI CITTADINANZA ATTIVA – “Legambiente continua ad essere una delle esperienze più straordinarie di cittadinanza attiva e presidio del territorio, di mobilitazione e di citizen science per il monitoraggio dell’aria, delle acque, del mare e delle coste, di denuncia e di costruzione attenta delle proposte alternative – dichiara Giorgio Zampetti, Direttore generale di Legambiente -. Un patrimonio costruito con l’entusiasmo, la capacità e l’impegno della rete associativa, che vede oggi impegnati migliaia di volontari, circoli e comitati regionali, insieme alla direzione nazionale dell’associazione. Il suo rafforzamento è una priorità per l’associazione ma l’obiettivo principale è continuare ad essere un’associazione utile al Paese. Utile perché capace di futuro, perché in grado di contaminarsi e contaminare la società e perché aperta ai tanti cittadini e volontari che vorranno unirsi a noi per contribuire a rendere migliore il mondo in cui viviamo”.

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