Arrivano i primi dati relativi alle esportazioni ad appena sei mesi dall’entrata in vigore provvisoria del CETA (trattato UE-Canada), ma purtroppo non sono affatto positivi per il nostro Paese. Le esportazioni agroalimentari italiane sono in calo rispetto all’anno precedente, in cui il CETA non era in vigore. Inoltre, recentemente i canadesi hanno bloccato consistenti partite di pomodori siciliani per ragioni di sicurezza, mentre l’uso delle quote per l’esportazione di formaggi rimane difficile e costoso.

IL CETA HA PREMIATO IL FALSO MADE IN ITALY – I dati di Coldiretti sull’export agroalimentari sono deludenti (-5% di crescita con il CETA in vigore). Il CETA ha anche premiato il falso “Made in Italy” in Canada, dove il Parmesan la fa da padrone contro il Parmigiano Reggiano, e dove continuano a circolare copie di Asiago, di Mozzarella e di Fontina…Non un grande successo per l’export italiano, quindi, ma una grande vittoria per i canadesi: la crescita delle esportazioni italiane è calata del 4%, mentre quella dei prodotti canadesi in Italia (escluso il grano) è salita del 23%” fa sapere in una nota di Tiziana Beghin, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa.

L’ITALIA DEVE DIRE NO AL CETA – L’Italia ha l’occasione storica di cambiare l’Europa dicendo no al Ceta e bloccando la sua ratifica ufficiale. Dopo la battaglia al Parlamento europeo, adesso la palla è passata ai Parlamenti nazionali. A Roma dialogheremo con tutte le forze politiche per difendere il nostro Made in Italy. I dati dicono chiaramente che bisogna cambiare politica commerciale e agricola per sostenere la nostra economia e non svenderla” conclude Beghin.

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