Agroalimentare sostenibile: il frutteto della biodiversità
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La giornata internazionale celebra le risorse dimenticate
Bologna, 19 maggio 2018 – Martedì prossimo la Fondazione Fico e l’Arpae inaugurano il “Frutteto della biodiversità” all’Arena Centrale, al termine del convegno nazionale “Frutti dimenticati e agrobiodiversità: risorse da salvare“. Con la partecipazione del Direttore generale Arpae Giuseppe Bortone e del presidente di Fondazione FICO Andrea Segrè,  interverranno il fondatore di Eataly Oscar Farinetti e inoltre Rosalaura Romeo, segretariato “Mountain Partnership” FAO, Emi Morroni direttrice Dipartimento tutela dell’ambiente e conservazione della biodiversità – Ispra e Sergio Guidi, responsabile biodiversità Arpae Emilia Romagna. “Negli ultimi 50 anni sono scomparse dal pianeta circa 300.000 varietà vegetali, e si stima che un quinto circa delle specie vegetali ed animali potrebbe non sopravvivere a lungo. La percentuale di suolo consumato, sull’intera superficie italiana, è il 7,64%. Negli anni ’50 era il 2,7%. Un incremento, a oggi, del 184%, come se avessimo ricoperto una superficie pari, all’incirca, alla Liguria e alle Marche (dati ISPRA). E negli ultimi anni 25 anni l’Italia ha ridotto la superficie agricola utilizzabile ad appena 12,8 milioni di ettari: per la conservazione della biodiversità il ruolo dell’agricoltura è centrale, come testimoniano gli obiettivi strategici europei al 2020 “, si legge nel comunicato di presentazione. “Attraverso il Frutteto della Biodiversità – si chiarisce infine – si è cercato di dare risposta a un grande interrogativo: che cosa succederà ai nostri frutti e ortaggi antichi quando i nostri contadini più anziani moriranno? Perché la mancanza di conoscenza è alla base della perdita di buona parte della biodiversità. La creazione di una “Banca della memoria” per preservare le varietà in estinzione rientra fra gli obiettivi del Frutteto della Biodiversità. Ulteriore obiettivo è lo studio dei cambiamenti climatici attraverso lo studio dell’evoluzione delle piante messe a dimora nella Rete dei Frutteti della Biodiversità.”.

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