Dopo le pecore, arrivano le api: a Roma misureranno gli inquinanti
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Dopo le pecore dedicate allo sfalcio dell’erba nelle aree agricole di Roma, ecco che l’Amministrazione Capitolina annuncia un nuovo progetto che coinvolge le specie animali nella vita urbana della Città Eterna: la Commissione Ambiente di Roma si propone di attivare una rete di monitoraggio per misurare lo smog della Capitale atterverso l’impiego delle api, bioindicatori per eccellenza, per misurare la presenza di piombo, nichel, cadmio e cromo nei campioni di miele prodotti.
“Apprezzo molto questa particolare e concreta attenzione alla nostra idea – dichiara Raffaele Cirone, presidente della FAI-Federazione Apicoltori Italiani – tanto più che giusto qualche giorno fa ho avuto il piacere di condividere la nostra lunga esperienza con l’assessore regionale all’Agricoltura e Ambiente, Enrica Onorati, che è venuta in visita al nostro apiario urbano sperimentale, attivo dal 1980 sul terrazzo di Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura”.
“Sono certo che l’ammirazione che l’assessore ha mostrato per la nostra esperienza – sottolinea ancora Raffaele Cirone – potrà presto tradursi in una operosa e costruttiva collaborazione: i nostri alveari insieme a quelli di tanti altri soggetti attivi su Roma, impegnati con l’allevamento urbano delle api, costituiscono un patrimonio al servizio della collettività. Tema, questo del biomonitoraggio della Città eterna, che abbiamo peraltro avuto modo di portare anche all’attenzione dell’Arma dei Carabinieri con la quale è già attiva una specifica convenzione”.
“E’ giunta l’ora – conclude il presidente della Federazione Apicoltori Italiani – di mettere a sistema questo patrimonio di esperienze e finalmente partire con un progetto condiviso e finalizzato non solo a misurare il tasso di inquinamento, ma anche a migliorare il servizio di impollinazione delle tante risorse vegetali che la nostra città offre”. In fondo è questo il vero mestiere dell’ape italiana che vola anche sui tetti di Roma!

 

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