Al via la seconda edizione di Comuni Ciclabili
Al via la seconda edizione di Comuni Ciclabili

Aperta la seconda edizione di Comuni Ciclabili (www.comuniciclabili.it), il progetto che, nel primo anno, ha già assegnato la bandiera gialla della ciclabilità italiana a 69 comuni, riconoscendo e valutando l’impegno di ciascuno in politiche e interventi concreti per lo sviluppo di una mobilità in bicicletta e dunque, sempre più sostenibile per l’ambiente e per le persone. L’obiettivo è quello di incentivare i territori a fare sempre meglio per agevolare la scelta della bicicletta come mezzo di trasporto in ogni ambito, dagli spostamenti quotidiani di bike-to-work e bike-to-school al tempo libero, fino alle vacanze in sella.

Forte del successo della prima edizione, l’edizione di quest’anno si annuncia con alcune novità: la validità del riconoscimento “Comune Ciclabile”diventa biennale. Rimangono invariati i parametri di valutazione nelle 4 aree d’intervento che portano all’assegnazione del relativo grado di ciclabilità di un territorio. Da quest’anno, però, si alza gradualmente l’asticella e per candidarsi il comune deve possedere almeno 3 requisiti tra quelli richiesti (erano due lo scorso anno), di cui almeno uno nell’area infrastrutture urbane (“ciclabili urbane” e/o “moderazione traffico e velocità”) e gli altri due nelle restanti 3 aree di valutazione (“cicloturismo”, “governance” e “comunicazione & promozione”).

Vi è una sola significativa novità inserita tra i parametri di valutazione: si tratta della presenza dell’assessore con delega allo “spazio pubblico bene comune”, poiché “lo spazio urbano è il bene comune per eccellenza delle nostre città e la bicicletta è l’unica vera soluzione per recuperarlo, tutelarlo e valorizzarlo”, afferma Alessandro Tursi vicepresidente FIAB e responsabile del progetto.
Creare questa delega ad hoc è per i comuni un’operazione a costo zero e attuabile in tempi stretti, che tuttavia introduce nel dibattito pubblico questo tema fondamentale, che va ben al di là delle politiche pro bici o pro ciclisti, ma induce a riflettere sul concetto stesso di città e di condivisione degli spazi urbani. Di recente infatti ComuniCiclabili ha stretto un partenariato con l’INU – Istituto Nazionale di Urbanistica, perché ormai il dibattito urbanistico pone sempre più al centro il tema della ciclabilità come indispensabile per la soluzione ai problemi delle aree urbane e dell’economia urbana.

“La seconda edizione di ComuniCiclabili prende il via sulla scia del successo ottenuto dalla prima, che ci ha portato a rilasciare il riconoscimento a comuni di ogni dimensione in 16 diverse regioni d’Italia, tra cui ben 17 capoluoghi di provincia incluse metropoli come Bologna e Torino”, conclude Tursi.