Animalisti da Costa, cinque punti per salvare le specie protette
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Una più efficace tutela penale degli animali, un’azione più incisiva contro il traffico di specie protette, uno “stop” senza se e senza ma al tentativo delle Regioni di riaprire la caccia ai grandi carnivori (lupi e orsi), la cancellazione del decreto Galletti che permette di “fare il bagno” con i delfini nei delfinari, emanazione del Decreto Legislativo per attuare la delega che già prevede la dismissione degli animali dai circhi.
Sono le cinque principali richieste al ministro dell’Ambiente Sergio Costa avanzate durante l’incontro di ieri dalla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, che raggruppa una cinquantina di organizzazioni protezioniste e ambientaliste. All’incontro hanno partecipato i presidenti delle associazioni fondatrici – Enpa (Carla Rocchi), Lav (Gianluca Felicetti), Lega del cane (Piera Rosati), LE.I.D.A.A. (Michela Vittoria Brambilla), Oipa (Massimo Comparotto) – e di numerose organizzazioni associate o legate alla Federazione da patti di scopo, tra cui AAE, Gaia Animali e Ambiente, Earth, Anima equina, Animalisti Italiani e Lac.

“Siamo molto lieti di avere un interlocutore di cosi grande prestigio e competenza” – hanno precisato le associazioni. “Come ufficiale del Corpo forestale dello Stato, e poi dei Carabinieri, il ministro si è occupato a lungo di bracconaggio e traffico di specie protette, quindi sa benissimo quali dimensioni abbia il giro d’affari e quale ne sia la pericolosità, anche come fonte di finanziamento di altre attività criminali. Ci aspettiamo un forte giro di vite su bracconaggio e commercio illegale di animali o parti di animali. E’ a nostro avviso indispensabile rafforzare le norme sul delitto di uccisione di specie protetta ricomprendendo ovviamente non solo l’uccisione ma tutte le attività illecite come la cattura o il commercio e prevedendo pene severe. Vanno inoltre respinti, con la massima fermezza, tutti i tentativi delle Regioni e delle Province autonome di indebolire la tutela dei grandi carnivori: dall’emendamento al decreto applicativo della direttiva Habitat ai disegni di legge di Trento e Bolzano, le stanno provando tutte per poter catturare o uccidere lupi e orsi, negando decenni di politiche di protezione e ripopolamento. Non dimenticando la necessità di fermare i piani di eradicazione delle nutrie che sono adottati senza prendere in considerazione altre soluzioni”.

“Un vero e proprio scandalo che chiediamo al ministro di eliminare subito – hanno aggiunto le associazioni – è il decreto Galletti del 20/12/2017: contro ogni evidenza scientifica e di buon senso, dà il via libera al nuoto con i delfini in cattività nei delfinari: un evidente “saldo di fine legislatura”, con il pretesto dell’”educazione e sensibilizzazione del pubblico”, a vantaggio dei privati che lucrano sui cetacei. Infine c’è la legge-delega 175/2017 che impone “il graduale superamento dell’utilizzo degli animali” nelle attività circensi. Chiediamo che la delega sia esercitata nei tempi indicati, cioè entro il 27 dicembre di quest’anno, preveda un censimento degli animali impiegati sotto i tendoni o comunque detenuti, ne vieti la riproduzione, stabilisca tempi certi e ragionevolmente ravvicinati per superarne l’utilizzo e stanzi risorse adeguate per gli animali che non è possibile reimmettere in natura”.

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