Clima, si alza il Mediterraneo: decine di chilometri di costa persi entro fine secolo
C

Presentato da ENEA nuovo modello climatico per previsioni a breve termine sempre più dettagliate al vertice dei massimi esperti italiani in materia di cambiamenti climatici in corso a Roma

I più letti

Dopo le orche e la foca monaca, avvistate due balenottere dalla darsena di Portoferraio

Isola d'Elba, pomeriggio del 23 ottobre: due balenottere “danzano” lungo la Darsena Medicea di Portoferraio, dando...

Vaia due anni dopo: la Magnifica Comunità di Fiemme riparte dalla verifica della gestione forestale

Era il 29 ottobre 2018 quando la tempesta distrusse in Italia oltre 42 mila ettari di...

Buco dell’ozono: a ogni anno il proprio record

Come tutti gli anni, finito l’inverno australe il sole torna a splendere anche sui ghiacci antartici,...

Roma – Sette nuove aree costiere italiane a rischio inondazione per l’innalzamento del Mar Mediterraneo sia a causa dei cambiamenti climatici che delle caratteristiche geologiche della nostra penisola. È quanto stima l’ENEA attraverso nuove misure che indicano una ‘perdita’ di decine di chilometri quadrati di territorio entro fine secolo.
In Italia continentale sono state individuate quattro località, tutte sul versante adriatico: tre in Abruzzo – Pescara, Martinsicuro (Teramo) e Fossacesia (Chieti) – e una in Puglia – Lesina (Foggia) – con previsione di arretramento delle spiagge e delle aree agricole. Le altre tre zone individuate sono tutte sulle isole con differenti estensioni a rischio, dai 6 km2 di perdita di territorio a Granelli (Siracusa), ai circa 2 km2 di Valledoria (Sassari), fino a qualche centinaio di m2 a Marina di Campo sull’Isola d’Elba (Livorno).

Queste nuove mappe di rischio allagamento sono state presentate in anteprima oggi a Roma durante il vertice organizzato dall’ENEA su cambiamenti climatici e variazione del livello del Mediterraneo che riunisce fino a domani, per la prima volta in Italia, esperti italiani di organizzazioni nazionali e internazionali, tra le quali Ministero dell’Ambiente, MIT di Boston, CNR, ISPRA, INGV, CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, oltre che ENEA. Un summit operativo che vede al centro della due–giorni la presentazione di un nuovo modello climatico, su cui i ricercatori dell’ENEA, in collaborazione con il MIT di Boston e la comunità scientifica italiana, stanno lavorando grazie al supporto del supercalcolatore CRESCO6 dell’ENEA, che integra dati oceanografici, geologici e geofisici per previsioni di innalzamento del livello del Mediterraneo molto dettagliate e a breve termine.

“Finora le nostre proiezioni di aumento del livello del mare si sono basate su dati dell’IPCC, la maggiore istituzione mondiale per il clima, che stimano l’innalzamento globale delle acque marine fino a quasi 1 metro al 2100. Ma questi dati difettano di dettagli regionali e per colmare questa lacuna stiamo realizzando un modello unico al mondo che combina diversi fattori, come la fusione dei ghiacci terrestri – principalmente da Groenlandia e Antartide – l’espansione termica  dei mari e degli oceani per l’innalzamento della temperatura del Pianeta, l’intensificarsi di fenomeni meteorologici estremi e dalle maree, ma anche l’isostasia e i movimenti tettonici verticali che caratterizzano l’Italia, un paese geologicamente attivo dove si manifestano con grande frequenza bradisismi e terremoti anche nelle aree costiere”, spiega il climatologo Gianmaria Sannino, responsabile del laboratorio di “Modellistica climatica e impatti” dell’ENEA. “Il Mediterraneo, infatti, ha caratteristiche del tutto particolari: prima di tutto assomiglia più a un lago che a un mare, in quanto bacino semichiuso ‘alimentato’ principalmente dall’Oceano Atlantico, attraverso le Stretto di Gibilterra, ma anche dal Mar Nero attraverso lo Stretto dei Dardanelli. Questo travaso di acque avviene perché l’Atlantico è più alto di 20 cm e il Mar Nero di 50 cm rispetto al Mediterraneo, il cui livello è comunque stimato in crescita nei prossimi anni per l’aumento delle temperature”, conclude Sannino.

La mappatura delle sette nuove aree costiere italiane a rischio inondazione va ad aggiungersi a quelle già individuate dall’ENEA nell’area costiera dell’alto Adriatico compresa tra Trieste, Venezia e Ravenna, nel golfo di Taranto e nelle piane di Oristano e Cagliari. Ma altri tratti di costa a rischio sono stati rilevati in Toscana – Versilia – nel Lazio – Fiumicino, Fondi e altre zone dell’Agro pontino – in Campania – piane del Sele e del Volturno – e in Sicilia – aree costiere di Catania e delle isole Eolie.
“Negli ultimi 200 anni il livello medio degli oceani è aumentato a ritmi più rapidi rispetto agli ultimi 3 mila anni, con un’accelerazione allarmante pari a 3,4 mm l’anno anno solo negli ultimi due decenni. Senza un drastico cambio di rotta nelle emissioni dei gas a effetto serra, l’aumento atteso del livello del mare entro il 2100 modificherà irreversibilmente la morfologia attuale del territorio italiano, con una previsione di allagamento fino a 5.500 km2 di pianura costiera, dove si concentra oltre la metà della popolazione italiana”, sottolinea il geomorfologo Fabrizio Antonioli dell’ENEA.

Le ultime

Dopo le orche e la foca monaca, avvistate due balenottere dalla darsena di Portoferraio

Isola d'Elba, pomeriggio del 23 ottobre: due balenottere “danzano” lungo la Darsena Medicea di Portoferraio, dando...

Biodiversità d’Italia, il 52% della fauna in cattivo stato di conservazione

Il nostro territorio naturale è frammentato con popolazioni animali isolate, più simile a un puzzle smontato dove l’immagine nel suo insieme...

Nuovo Dpcm: filiera alimentare attiva con 3 mln di lavoratori ma “comprate italiano”

Sono oltre tre milioni gli italiani che continuano a lavorare nella filiera alimentare, dalle campagne alle industrie fino ai trasporti, ai...

Nuova Pac, il Parlamento Europeo approva ma “questo non è Green Deal”

Nel pomeriggio di ieri il Parlamento europeo ha approvato la proposta legislativa per la Politica agricola comune dell'Ue (PAC), in continuità...

Vaia due anni dopo: la Magnifica Comunità di Fiemme riparte dalla verifica della gestione forestale

Era il 29 ottobre 2018 quando la tempesta distrusse in Italia oltre 42 mila ettari di boschi, di questi quasi 20...

Buco dell’ozono: a ogni anno il proprio record

Come tutti gli anni, finito l’inverno australe il sole torna a splendere anche sui ghiacci antartici, e l’aria ghiacciata viene bombardata...

Forse ti può interessare anche

Ricevi il notiziario ogni mattina nella tua casella di posta. La tua biodiversità quotidiana!

Italiaambiente24: un luogo, la sintesi. Dal lunedì al venerdì.

Grazie per esserti iscritto a Italiaambiente24!

A partire dalla prima edizione utile, riceverai il notiziario nella casella di posta che hai indicato.