Barche all’assalto di Giannutri: “Campi boe a numero chiuso come a Capraia”
B

I più letti

In libreria un manuale per supereroi salvambiente

E' uscito nelle libere all'inizio di settembre “IO CI TENGO! Manuale per supereroi salvambiente”. La pubblicazione, che...

Biodiversità d’Italia, il 52% della fauna in cattivo stato di conservazione

Il nostro territorio naturale è frammentato con popolazioni animali isolate, più simile a un puzzle smontato...

Covid, Coldiretti: “Solo lo 0,2% dei contagi in campagna, +29% sulle ricerche di abitazioni”

Appena lo 0,2% delle 54.128 dei casi di infortunio da Covid-19 registrate dall’Inail in Italia riguarda l’agricoltura,...

Con l’arrivo della bella stagione riparte l’assalto a Giannutri da parte delle imbarcazioni provenienti dai porti della terraferma. “Domenica 8 luglio l’intero Golfo dello Spalmatoio – così come anche a Cala Maestra – si erano riempiti di centinaia di barche di tutte le stazze che hanno senza problemi buttato le loro ancore sulle praterie di Posidonia oceanica e sulle Pinna nobilis – i più grandi bivalvi del Mediterraneoche nei fondali dell’Isola formano dei veri e propri “giardini”, racconta Emanuele Zendri di Legambiente Arcipelago Toscano. “Purtroppo dopo 22 anni di Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, a 36 anni dalla prima legge sulla protezione del mare che la prevedeva e a 27 anni dalla legge quadro sulle Aree protette che ne ribadisce l’istituzione, ancora non è stata realizzata l’Area Marina protetta così come era stato previsto per legge. E queste due zone non ricadono nel regime di protezione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, di cui Giannutri invece fa parte. Ma anche senza il lungo processo di istituzione – racconta Zendri a Italiaambiente – questi due specchi di mare potrebbero essere tutelati istituendo dei campi boe a numero chiuso, come già è stato fatto a Capraia. Questo intanto consentirebbe di regolamentare l’accesso e non gettare l’ancora sul fondale direttamente nelle prateria di Posidonia oceanica e Pinna nobilis, ma di ormeggiare legandosi a un gavitello, fissato con una cima a una base posta sul fondale”.

E i danni prodotti dalle ancore in anni di ancoraggio selvaggio sono ben evidenti sulle praterie di posidonia, una volta molto più abbondanti. Molte barche poi, si ancorano a pochi metri dagli scogli determinando ancora di più un danno ai fondali di questa splendida Isola.
“Vorremmo sapere allora – incalza Zendri – quando finalmente Giannutri diventerà Area marina protetta e quando si comincerà sul serio a salvaguardare la sua notevole biodiversità marina. Chiediamo quindi, al Ministero dell’Ambiente, al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, alla Regione Toscana e al Comune dell’Isola del Giglio di lavorare insieme affinché Giannutri venga una volta per tutte tutelata. Ci piacerebbe assistere sempre più spesso a incontri sorprendenti come quello avvenuto a Cala Spalmatoio domenica mattina quando la Cala è stata visitata da uno splendido pesce spada, e vedere sempre meno barche che assaltano l’Isola”.

Le ultime

Dopo le orche e la foca monaca, avvistate due balenottere dalla darsena di Portoferraio

Isola d'Elba, pomeriggio del 23 ottobre: due balenottere “danzano” lungo la Darsena Medicea di Portoferraio, dando...

Biodiversità d’Italia, il 52% della fauna in cattivo stato di conservazione

Il nostro territorio naturale è frammentato con popolazioni animali isolate, più simile a un puzzle smontato dove l’immagine nel suo insieme...

Nuovo Dpcm: filiera alimentare attiva con 3 mln di lavoratori ma “comprate italiano”

Sono oltre tre milioni gli italiani che continuano a lavorare nella filiera alimentare, dalle campagne alle industrie fino ai trasporti, ai...

Nuova Pac, il Parlamento Europeo approva ma “questo non è Green Deal”

Nel pomeriggio di ieri il Parlamento europeo ha approvato la proposta legislativa per la Politica agricola comune dell'Ue (PAC), in continuità...

Vaia due anni dopo: la Magnifica Comunità di Fiemme riparte dalla verifica della gestione forestale

Era il 29 ottobre 2018 quando la tempesta distrusse in Italia oltre 42 mila ettari di boschi, di questi quasi 20...

Buco dell’ozono: a ogni anno il proprio record

Come tutti gli anni, finito l’inverno australe il sole torna a splendere anche sui ghiacci antartici, e l’aria ghiacciata viene bombardata...

Forse ti può interessare anche

Ricevi il notiziario ogni mattina nella tua casella di posta. La tua biodiversità quotidiana!

Italiaambiente24: un luogo, la sintesi. Dal lunedì al venerdì.

Grazie per esserti iscritto a Italiaambiente24!

A partire dalla prima edizione utile, riceverai il notiziario nella casella di posta che hai indicato.