Anice verde, la speranza di un territorio in un seme
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Grazie alla collaborazione con Slow Food e la Fondazione Slow Food per la biodiversità, oggi l’Anice Verde di Castignano è un Presìdio Slow Food. Un’eccellenza territoriale che rischiava di scomparire e che oggi grazie all’impegno della comunità locale è diventata una spezia conosciuta in tutto il mondo. Nella Regione più colpita dal sisma del 2018, questa notizia si prefigura come la prima di una lunga serie che si spera ridarà vita e speranza a un territorio a oggi molto in difficoltà.
L’ANICE VERDE: UN’ECCELLENZA CHE RISCHIA L’ESTINZIONE – Definito in passato l’ “oro verde di Castignano” perché era centrale nell’economia di questo territorio, oggi rischia l’estinzione. Una pianta con eccezionali proprietà, che però era sopravvissuta solo nel campo di 250 mq del signor Luigi e della signora Luigia. La comunità locale ha deciso di tutelare questo seme, prima inserendolo nella Banca del Germoplasma e in un secondo momento con la coltivazione con metodi tradizionali da parte di alcuni “Agricoltori custodi” locali. Oggi è il primo Presìdio Slow Food della zona del Centro Italia colpita dal sisma del 2016: un successo che ridona speranza a chi in questa zona ha visto cadere in frantumi i sacrifici di una vita.
L’ANICE VERDE PROPRIETA’ – Uno studio dell’Università di Camerino, dimostra come l’olio essenziale di questo prodotto ha caratteristiche gastroprotettive, digestive e rigeneranti. Già in passato era molto utilizzato per le sue proprietà digestive ed energizzati, tanto che sembra sia stato l’energizzante dei gladiatori. Un prodotto che ancora oggi i coltivatori della zona producono con i metodi tradizionali, dalla coltivazione biologica alla raccolta e la l’essiccazione manuale.
IL PRIMO PASSO PER RIDARE SPERANZA A UN TERRITORIO – “Dobbiamo gettare le fondamenta per lo sviluppo del nostro territorio per dare speranza ai nostri giovani, che oggi si trovano costretti ad abbandonare questo territorio per costruirsi il loro futuro” ha dichiarato Fabio Polini, Sindaco del Comune di Castignano. Lo studio portato avanti in collaborazione con l’Università di Camerino sulle proprietà di questa cultura è solo il primo di un lungo percorso progettato insieme. “Grazie al Piano di Sviluppo Rurale e alla collaborazione con tanti giovani del territorio stiamo portando avanti un progetto di una microfiliera di erbe officinali. Un progetto in collaborazione con l’Università di Camerino che mira ad individuare una linea di spezie che fanno bene alla salute. Tutte spezie che verranno coltivate in un territorio particolarmente vocato alla coltivazione di queste piante e che ridaranno un futuro a una comunità profondamente ferita” ha dichiarato Sergio Corradetti, Presidente Associazione Anice Verde di Castignano.

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