Sibillini: autorizzati a rimuovere legname accumulato, tagliano 400 q di bosco di faggio
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Ancora una volta il territorio del Parco dei Sibillini è oggetto di un episodio poco rispettoso dei fragili ecosistemi e luoghi simbolo di quell’area. Lo scorso 19 luglio, nel Comune di Montefortino, la Stazione Carabinieri del Parco ha sequestrato 400 quintali di legname in seguito ad una sconsiderata operazione di taglio a raso all’interno di un bosco d’alto fusto. Le piante appartenevano a diverse specie tra cui acero montano, faggio e frassino, situati in un’area boschiva di circa 3.000 metri quadri. “Occorre sottolineare poi – fa sapere il Direttore del Parco, Carlo Bifulco – che la violazione è avvenuta nell’ambito di un intervento autorizzato dall’Unione Montana e dal Parco dei Sibillini, che aveva però come unico fine quello di rimuovere del legname accumulatosi nella zona in seguito ad una valanga. Questo ha provocato un grave danno ambientale in un’area appartenente alla Rete Natura 2000, depositaria di un habitat di interesse comunitario prioritario (bosco di faggio), molto vicino alla zona A riserva integrale del Parco, quindi ad elevato livello di tutela. Da parte dell’Ente c’è la massima attenzione alla tutela di una zona che, specialmente in questo periodo, è molto frequentata da turisti e visitatori”. La presenza di boschi ad alto fusto è sempre più rara nel territorio appenninico e in moltissimi casi essi sono fortemente sfruttati per usi tradizionali; ci appelliamo dunque al buon senso di tutti – conclude Bifulco – affinché sia scongiurato il ripetersi di situazioni simili, che possono arrecare un danno non solo al delicato equilibrio biologico del Parco ma anche una profonda ferita ambientale per tutto il territorio”.

Noi siamo per la salvaguardia delle attività tradizionali – interviene il sindaco di Montefortino Domenico Ciaffaroni, che ha denunciato il fatto – a patto però che esse vengano pianificate ed effettuate dagli abitanti del luogo, i quali sono a conoscenza di tutte le procedure per la conservazione di questi splendidi siti. È sconcertante che chi ha il compito di gestire delle aree demaniali così importanti e di tale livello naturalistico, ossia la comunanza agraria di Rubbiano, si avvalga di tali sistemi di lavoro e di soggetti che, evidentemente, non sanno come si amministra l’immenso patrimonio boschivo dei Sibillini. Quanto avvenuto sull’Infernaccio – conclude Ciaffaroni – è una grave ferita per tutto il territorio. Vigileremo con ancor più forza affinché episodi simili non si ripresentino e perché i responsabili vengano perseguiti a norma di legge”.

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