Alpi Marittime, “becca lo stambecco”: citizen science per il progetto di conservazione sulle Alpi
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Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

Sono 60, hanno tutti un nome e una mordenissima vita “social” (solo che non lo sanno): Saltarello, Bicknell, Cinzia, Marron d’Or, Asso e gli altri sono gli stambecchi catturati, misurati e marcati nel Parco Naturale delle Alpi Marittime fra giugno e luglio, con l’unico scopo di individuare le migliori strategie di conservazione della specie. Quanto alla vita social, il progetto transfrontaliero “Lemed Ibex” prevede anche la piattaforma web dove ognuno degli stambecchi, grazie al proprio collare gps, può essere osservato in tempo reale e seguito nei propri spostamenti direttamente sulla cartina geografica. E dai ricercatori, veterinari e guardiaparco arriva subito l’appello: “Becca lo stambecco!”.

“Adesso inizia il monitoraggio degli spostamenti degli stambecchi marcati – si legge in una nota del Parco Naturale delle Alpi Marittime – e l’aiuto di ciascuno è davvero importante: se mentre si è a spasso per le Alpi Marittime (sul versante italiano e francese, dentro e fuori dai confini del Parco – vale tutto!) si incontra uno stambecco dotato di collare o di orecchini colorati, gli si può scattare una foto con la macchina fotografica o il telefono e segnalarlo al Parco, cliccando su questo link”.

Nonostante un trend demografico positivo infatti, numerosi segnali indicano che questa specie è tutt’ora vulnerabile: in questo progetto vengono analizzati i fattori di rischio e ricercate strategie di gestione adatte al contesto locale. Le Alpi, normalmente barriera geografica, rappresentano lo spazio di scambio tra i diversi nuclei di stambecco e tutto l’arco alpino si configura come un potenziale areale. Lo stambecco è famoso per essere un ottimo arrampicatore ed è adattato ad ambienti secchi e poveri: la speranza è che possa continuare ad abitarci senza che vada l’uomo ad impedirglielo.

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