L'assurdo e anacronistico massacro dei grandi cetacei coninua, e grazie a una infame scappatoia

Giappone, uccise altre 50 balenottere minori “per scopi scientifici”

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I balenieri giapponesi hanno ucciso più di 50 balenottere minori nell’Area Marina Protetta del Mare di Ross, in Antartide. E’ la denuncia del WWF in occasione dell’International Whaling Commission (Commissione baleniera internazionale, IWC) che si è aperta oggi a Florianopolis, in Brasile.
Nell’Area Marina Protetta del Mare di Ross la raccolta del krill e la pesca sono bandite, eppure il Giappone è in grado di andare a caccia in questo paradiso della biodiversità antartica, utilizzando una infame scappatoia: le balene verrebbero cacciate “per scopi scientifici”, utilizzando in questo modo un “baco” presente nei regolamenti definiti dalla stessa Commissione Baleniera.

Il WWF si sta appellando alla Commissione per la Conservazione delle Specie marine dell’Antartide proprio per indurre il governo giapponese a porre fine a tale vergognoso escamotage, interrompendo così il massacro delle balenottere minori antartiche (inserite nella lista IUCN delle specie a rischio estinzione) nell’area marina protetta del Mare di Ross e nel più grande santuario delle balene “Southern Ocean Whale Sanctuary”: un’area di 50 milioni di chilometri quadrati che circonda il continente antartico.

L’area marina protetta del Mare di Ross è una delle più ampie aree protette del mondo (1,55 milioni di chilometri quadrati) ed è stata creata dalla commissione CCAMLR nel 2016, composta da 24 Stati membri, inclusi il Giappone e l’Unione Europea. Una zona che aiuta a garantire la protezione per migliaia di specie che popolano l’Oceano Antartico tra cui il krill, i pinguini imperatore, le foche di Weddel e diverse specie di cetacei tra cui le balenottere azzurre (il più grande animale del pianeta), le megattere, le orche e le balenottere minori. La Commissione però non controlla la caccia alle balene in questa regione, mentre qualsiasi Paese membro dell’IWC può ottenere un permesso speciale per questa caccia crudele, assurda e anacronistica.

Il 31 marzo 2014 la Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che il Giappone avrebbe dovuto revocare tutti i permessi esistenti per la “caccia a fini scientifici” in Antartide e astenersi dal concedere nuovi permessi. Ma per tutta risposta, il Giappone si è auto-rilasciato un nuovo permesso speciale chiamato NewRep-A che consente ogni anno, fino al 2027, l’uccisione di 333 balenottere minori antartiche.

Una segnalazione quella del WWF che ha scoperchiato il caso di un’orrenda e ingiustificabile caccia alle balene realizzata dal Giappone nelle acque protette del Mare di Ross per ben 5 settimane, analizzando un documento del comitato scientifico dell’IWC.
Una mappa mostra l’attività di caccia alla balena perpetuata dalle baleniere giapponesi nella zona di protezione generale (GPZ) dell’area marina protetta, tra il 22 gennaio e il 28 febbraio 2018, appena due mesi dopo l’entrata in vigore dei vincoli di protezione. Un vero e proprio crudele smacco agli sforzi dei tanti paesi che si stanno impegnando per proteggere la fauna minacciata dell’Oceano Antartico.

All’interno di questa zona tutte le attività di pesca sarebbero limitate per proteggere gli habitat importanti per le specie di invertebrati, uccelli, pesci e mammiferi marini. I punti rossi mostrano le posizioni di avvistamento delle balenottere minori antartiche prima che venissero uccise. Le linee sono i percorsi di ricerca di tre baleniere giapponesi.

Il WWF – fa sapere in una nota – collabora con ricercatori che progettano e implementano metodi non letali per studiare le balene. Proprio all’inizio di quest’anno, la prima “cam delle balene” è stata fissata su una balenottera minore antartica da Ari Friedlaender e dal WWF per studiare il comportamento alimentare di questa specie”. Senza la necessità di ucciderne gli esemplari.

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