Con l’arrivo dell’autunno si apre la stagione di raccolta dei funghi epigei e quest’anno, grazie a delle condizioni climatiche particolarmente favorevoli, si prospetta abbondanza di questi prodotti nel sottobosco. Per quanto affascinante, la pratica cela delle insidie da non sottovalutare. “La difficoltà nel discriminare i funghi commestibili da quelli tossici è tangibile ed anche l’occhio più esperto può essere tratto in inganno” avverte il Parco dei Castelli Romani. “Specie ampiamente consumate come ovoli, galletti e porcini sono fra quelle che più facilmente si confondono con specie dannose per la salute umana”.
È di pochi giorni fa infatti, la notizia di un’intera famiglia intossicata, quindi “il consiglio è di affidarsi agli esperti o alla ASL laddove ci fossero dubbi, senza improvvisarsi micologi. Per raccogliere i funghi – ricorda il Parco – bisogna essere dotati di un tesserino regionale di autorizzazione”. E per facilitare le informazioni e la raccolta, l’area protetta mette a disposizione una guida utile, scaricabile gratuitamente qui.