Alle Egadi torna in mare Margherita: salvate 47 tartarughe in 3 anni
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Lo scorso ottobre, accompagnata dallo sguardo soddisfatto dello staff, dopo appena due mesi dal suo arrivo, anche l’ultima ospite del Centro di Primo Soccorso per Tartarughe Marine dell’AMP ha ripreso il largo dall’isola di Favignana. Margherita (così chiamata dal tartavoto 2018, in onore di Margherita Hack) è, infatti, un giovane esemplare di Caretta caretta, ritrovato al Faraglione di Levanzo il 24 agosto scorso da alcuni bagnanti che, oltre a recuperarla e segnalare l’accaduto al Centro, se ne sono presi cura in attesa dell’arrivo del personale dell’AMP Isole Egadi di stanza sull’isola. L’esemplare, trasferito al Centro di Primo Soccorso a Favignana, è apparso immediatamente in condizioni molto gravi, presentando profonde ferite alla testa e alla pinna anteriore destra, causate da probabile collisione con un’elica d’imbarcazione. Fortunatamente, nonostante le premesse non promettenti, le ferite non hanno provocato danni neurologici ed è anche stata scongiurata l’amputazione della pinna anteriore, cosi la tartaruga di appena 10 anni ha terminato positivamente il suo percorso di cure e riabilitazione, dapprima presso la struttura ambulatoriale di Palazzo Florio e, successivamente, migliorato il suo quadro clinico generale, presso lo stabulario allestito all’interno dell’Ex stabilimento delle tonnare di Favignana e Formica. Con la liberazione di Margherita e il recupero di un esemplare a Triscina, con lesioni ad una pinna anteriore dovuta a costrizione da materiale plastico, la stagione 2018 del Centro sta per volgere al termine. Se pur attivo tutto l’anno, per il Centro, infatti, è il periodo estivo il momento di maggiore attività. L’anno in corso per la nostra struttura molto positivo, ha visto l’inaugurazione a giugno del nuovo stabulario presso il prestigioso Polo Museale Ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica, il recupero di 15 tartarughe che ha fatto salire a 47 il numero complessivo di animali recuperati dalla sua apertura nel 2015, e il bilancio del successo riabilitativo, con conseguente re-introduzione in natura, attestarsi al 71% rispetto ai recuperi effettuati nel 2018. Un successo che va condiviso con i tanti attori che hanno creduto nel progetto e ne hanno permesso la realizzazione. Il Centro è stato aperto, infatti, grazie a finanziamenti del Ministero dell’Ambiente, di Federparchi attraverso il Fondo Italiano per la Biodiversità e una sponsorizzazione da parte del Gruppo Bolton – Rio Mare.

Inoltre, attraverso il progetto LIFE+12 TartaLife, finanziato dall’Unione Europea, avente come capofila l’ISMAR-CNR di Ancona, del quale l’AMP è partner, nel 2018 è terminato il rafforzamento del Centro con l’acquisto delle dotazioni per l’allestimento della sala chirurgica e radiologica e consentire la trasformazione a Centro di Recupero.

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