Manovra di bilancio, presentati gli emendamenti “animalisti” tra riduzione iva e detraibilità
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“E’ “assurdo e controproducente” che il fisco infierisca sui proprietari di animali d’affezione”. Ne sono convintissimi i parlamentari iscritti all’Intergruppo per i diritti degli animali, presieduto dall’on. Michela Vittoria Brambilla (Fi), che hanno firmato un pacchetto di emendamenti alla manovra, con l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale su chi convive con animali da compagnia e di promuovere la salute pubblica, “che è una sola – dicono – umana e animale”.

Il pacchetto, messo a punto dopo aver audito i rappresentanti dei veterinari e attentamente considerato le proposte delle associazioni animaliste, è stato presentato oggi nella sala “Caduti di Nassirya” del Senato da parlamentari di sei gruppi diversi: l’on. Brambilla (Fi), la sen. Loredana De Petris (LeU), la sen. Loredana Russo (M5s), la sen. Rosellina Sbrana (Lega), l’on. Paola Frassinetti (Fdi), la sen. Monica Cirinnà (Pd), presenti molti altri deputati e senatori iscritti all’Intergruppo. “Uno schieramento che più trasversale non si può – commenta l’ex ministro del Turismo – ma che è stato facile mettere insieme per una battaglia di civiltà”. L’iniziativa riguarda sei emendamenti all’AC 1334 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021″ che, prevedendo adeguate coperture, riducono al 10 per cento l’Iva sugli alimenti, sui prodotti farmaceutici veterinari da banco, sugli integratori per cani e gatti e sulle prestazioni veterinarie e aumentano la soglia di detraibilità delle spese, ferma da decenni, portandola a 1060 euro con un minimo di 60: applicando la detrazione al 19 per cento, il massimo detraibile passerebbe da circa 49 a 190 euro. In alternativa, si prevede la totale esenzione dall’IVA per prestazioni veterinarie per l’identificazione animali e il controllo della riproduzione, rese da liberi professionisti su animali legalmente detenuti, o esenzione totale per le prestazioni veterinarie su cani e gatti detenuti in canili e gattili o non di proprietà liberi sul territorio.
“Il mantenimento e la cura di un animale d’affezione – ricorda l’on. Brambilla – non si possono trattare fiscalmente come il consumo di beni di lusso. I risultati di questa politica aberrante sono sotto gli occhi di tutti: abbandoni, riproduzione incontrollata, diffusione del randagismo, sofferenza degli animali, canili pieni, peggioramento delle condizioni igieniche e di sicurezza in molti territori, aumento della spesa pubblica. E’ ora di cambiare strada e questo pacchetto di emendamenti, che saranno portati in commissione Bilancio, consente di dare un primo, importantissimo segnale. Il secondo passo sarà l’intervento sui farmaci veterinari che, a parità di molecola, non possono costare fino a dieci volte più di quelli per uso umano”.
“Sono proposte – aggiunge la senatrice Loredana De Petris (LeU), vicepresidente dell’Intergruppo – da prendere seriamente in considerazione, non solo per i problemi che vanno a risolvere, ma per le coperture realistiche e per il sostegno trasversale di cui godono. Non si tratta di maggioranza o di opposizione, ma di buon senso e di scelte che si possono e si devono fare. Gli animali non sono cose e la loro salute è interesse di tutta la collettività”. Un concetto ribadito anche dalla vicepresidente Loredana Russo (M5s), che ha sottolineato “l’importanza e l’efficacia” dell’Intergruppo come “luogo per l’elaborazione di proposte per migliorare la convivenza con gli animali e difendere i loro diritti”.

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