Castelli Romani, monitoraggio del moscardino per rilevare la frammentazione dell’habitat
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I tecnici naturalisti del Parco dei Castelli Romani hanno concluso nel mese di novembre i controlli relativi al monitoraggio del moscardino per l’anno 2018. Il Moscardino è un piccolo roditore di colore rossiccio, della famiglia dei gliridae, che per la sua abitudine di camminare sugli alberi scendendo a terra solo raramente rappresenta un importante indicatore della frammentazione degli habitat.

Il Parco dei Castelli Romani fa parte della Rete regionale di monitoraggio sul Moscardino, istituita allo scopo di attuare uno studio a lungo termine, volto ad acquisire dati importanti su questa specie inserita nella Direttiva Habitat (Allegato IV), nelle aree naturali protette del Lazio e nei siti Natura 2000. Il rilevamento dati, utile a conoscere le caratteristiche locali della specie, si effettua attraverso controlli periodici per verificare la presenza di esemplari nelle cassette nido. Nel 2018 sono stati svolti secondo le modalità standard della Rete regionale a maggio e giugno – settembre e novembre, un ulteriore controllo si svolgerà verso la fine di febbraio, per verificare lo stato delle cassette che dovranno essere pulite e svuotate o se danneggiate, riparate e sostituite.

I dati raccolti confluiranno in un unico database secondo le modalità previste dalla Rete regionale di monitoraggio. Non di rado capita durante i sopralluoghi di trovare nelle cassette nido, altri esemplari della fauna selvatica come ghiri, cinciarelle ecc., in questi casi non bisogna assolutamente disturbare gli animali, che vengono fotografati e archiviati su file con una diversa procedura, in modo che le informazioni acquisite, siano facilmente recuperabili se occorre, in fasi successive di confronto per sciogliere eventuali dubbi sui metodi d’indagine.

“Ci teniamo a sottolineare – precisa il Parco dei Castelli Romani – che le cassette nido rappresentano uno strumento di monitoraggio per la raccolta di dati scientifici di fondamentale importanza, in merito al mantenimento della specie e alla tutela dell’ecosistema. Si raccomanda quindi, a chi dovesse trovare le cassette durante una passeggiata nei boschi, di lasciarle così come posizionate, per non alterare i siti di campionamento e soprattutto di non avvicinarsi troppo disturbando gli animali all’interno”.

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