È passato più di un anno da quando il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque, la deputata del M5S Caterina Licatini e un’attività del M5S hanno comprato all’asta il cosidetto ecomostro di Aspra: un immobile dismesso che per anni ha incarnato il degrado del comune siciliano. La promessa fatta al momento dell’acquisto è stata quella di convertire l’ecomostro in una struttura ricettiva, anche allo scopo di riqualificare la costa. Legambiente, da subito in contrasto con le intenzioni della cordata a cinque stelle ha chiesto, come di diritto, di poter visionare la documentazione relativa. Richiesta, fino ad oggi negata.

“Legambiente ha chiesto l’accesso agli atti per acquisire tutta la relativa documentazione per fare luce sulle strane e anomale procedure seguite dopo l’acquisto dell’ecomostro di Aspra, da parte della società “Nuova Poseidonia srl”, costituita da dirigenti del Movimento Cinque Stelle con il Sindaco di Bagheria, riguardanti soprattutto le possibili parti abusive che si vorrebbero sanare per trasformarlo in un albergo. Ma, ad oggi ci è stato impedito, per cui siamo stati costretti a rivolgerci al TAR per ottenere un diritto garantito dalla legge a tutti i cittadini – dichiarano Gianfranco Zanna,  presidente Legambiente Sicilia, e Luigi Tanghetti, presidente del circolo Legambiente Bagheria e dintorniSi tratta di un’altra pagina oscura della vicenda. Chi professa trasparenza e onestà, ma solo per gli altri, quando è chiamato a fare la sua parte latita, ostacola la legalità e la trasparenza. Cosa vuole continuare a nascondere il sindaco di Bagheria? Quanto vuole speculare e fare affari su una orrenda struttura in cemento armato? Quella costruzione si deve abbattere non solo perché è brutta e deturpa la costa, ma anche perché fatiscente e pericolosa, quindi, non più recuperabile. Se ne faccia una ragione. Il Comune – concludono i presidenti – che ancora, purtroppo, amministrerà per alcuni mesi, non sarà ‘terra di nessuno’, lo continueremo ad incalzare per impedirgli di compiere altri e nuovi scempi”.