Si è tenuta questa mattina presso la sede del Parlamento Europeo a Roma la conferenza stampa di presentazione del position paper di ISDE Italia ( Associazione Italiana Medici per l’Ambiente) su “Cambiamenti climatici, salute, agricoltura e alimentazione”, nel quale vengono discusse le conoscenze attuali sui cambiamenti climatici, le conseguenze socio-economiche, ambientali e sanitarie che le variazioni in corso comportano e come le attività umane possano influire, positivamente o negativamente, sugli scenari attesi. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente nazionale di ISDE, Roberto Romizi, il presidente eletto di ISDE International, Ferdinando Laghi, le componenti della giunta nazionale dell’associazione, Patrizia Gentilini e Maria Grazia Petronio e il responsabile per l’Italia centrale dell’associazione, Ugo Corrieri.

Non stiamo lottando abbastanza per fermare i cambiamenti climatici – hanno dichiarato gli esponenti di ISDE – e questo è emerso anche nei primi giorni di lavoro della COP 24 di Katowice, dove i grandi del mondo ancora una volta si sono riuniti per discutere della strategia per salvare il Pianeta. Se i governi non prendono immediatamente iniziative drastiche e radicali, la distruzione del nostro Pianeta è inevitabile”.

L’ultimo report dell’Intergovernative Panel of Climate Change – ONU (Ottobre 2018) ha ribadito, infatti, la necessità di contenere il riscaldamento globale entro 1.5°C rispetto ai valori pre-industriali e che restano solo pochi decenni per raggiungere questo obiettivo, chiedendo l’applicazione di misure rapide, inedite e di ampia portata.  Gli effetti dei cambiamenti climatici colpiscono soprattutto i territori e le popolazioni più povere del mondo, generano le migrazioni, ma sono ormai evidenti in tutto il mondo e sono davanti ai nostri occhi. Allagamenti, frane, siccità, alluvioni: gli eventi estremi sono all’ordine del giorno in tutto il mondo. Il 2018 sarà con tutta probabilità il quarto anno più caldo di sempre e negli ultimi ventidue anni si rintracciano ben 20 degli anni più torridi mai esistiti. Di questo passo tra il 2030 e il 2052 l’aumento delle temperature sforerà il limite di 1,5°C, intanto le emissioni di CO2 nel 2017 hanno raggiunto un valore mai registrato negli ultimi 3 milioni di anni. Dobbiamo tagliare le emissioni di 5 volte in più rispetto ai tagli attuali o arriveremo presto a quella soglia di +1,5°C.

È, inoltre, ormai ampiamente noto alla comunità scientifica internazionale che i cambiamenti climatici hanno numerose e ampie conseguenze sulla salute umana e che stiamo registrando un incremento continuo dei rischi e dei danni sanitari. Tutto questo si continua ad ignorare, alimentando disuguaglianze e iniquità con decisioni che procedono in direzione contraria agli impegni internazionali ed al nostro stesso diritto di sopravvivenza, nonostante misure alternative possano comportare sviluppo sostenibile ed un ampio contenimento dei costi diretti e indiretti generati dalle modificazioni climatiche e dell’inquinamento ad esse associato. Dovremmo tutti iniziare a guardare la realtà attraverso gli occhiali dei cambiamenti climatici, ponendo questo tema in cima alla lista di priorità delle nostre agende, in qualunque settore operiamo.