Sottopassi stradali, salvezza per la fauna selvatica: ai Castelli Romani si disostruiscono
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Il Parco dei Castelli Romani ha concordato con la Città Metropolitana di Roma Capitale, la disostruzione, con l’utilizzo di appositi macchinari, di 15 sottopassi stradali esistenti lungo la strada del Vivaro, nella zona circostante alla Zona Speciale di Conservazione Cerquone-Doganella e non soltanto. Un intervento di ripristino della connettività ecologica in un’area estremamente sensibile dal punto di vista naturalistico per la conservazione degli habitat e delle specie che li popolano.

I sottopassi stradali, solitamente nati per altri scopi, permettono a tutti gli animali una mobilità quotidiana e stagionale; in particolare quelli per la piccola fauna hanno un diametro che si aggira sui 100 cm. Non tutti gli animali però imboccano questi passaggi e il problema si intensifica per gli anfibi che spesso durante le migrazioni primaverili muoiono schiacciati dalle automobili in transito. Inoltre, spesso questi sottopassi sono ostruiti a causa di rifiuti, della vegetazione o della terra accumulatasi a seguito di forti piogge. Si rende necessaria, dunque, una periodica pulizia e disostruzione.

Gli animali, durante l’arco della vita, si spostano per cercare cibo, incontrare i propri simili, riprodursi o cercare un riparo adeguato alle loro esigenze. La conservazione, costruzione o ripristino di quegli spazi che consentono alla fauna di muoversi liberamente senza incorrere nel rischio di incidenti durante l’attraversamento da un ambiente all’altro, è indispensabile per la loro sopravvivenza. All’interno di un territorio la fauna selvatica si sposta da un luogo all’altro in funzione dei propri bisogni, che variano da specie a specie proprio come le distanze, possono infatti percorrere da pochi metri a molti chilometri. A spostarsi sono gli animali di taglia più grande come cinghiali, volpi, istrici, lupi, ma anche i piccoli mammiferi come i ricci, gli anfibi come i rospi, gli insetti e gli altri invertebrati. Le aree naturali protette sono state istituite per arrestare la perdita di biodiversità e salvaguardare specie e habitat minacciati. È sempre più difficile per la fauna adattarsi alle profonde trasformazioni apportate dall’uomo in contesti sempre più urbanizzati che comportano l’aumento di infrastrutture: strade, case, campi coltivati; per questo, il mantenimento in efficienza dei sottopassaggi stradali e la creazione di corridoi per la fauna selvatica (come i muretti a secco o le siepi, ad esempio) rappresentano azioni fondamentali per arginare la frammentazione e l’isolamento degli ambienti naturali.

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