Pinguini del Capo, rimasti 50 mila individui: il Bioparco di Roma accoglie 9 coppie
P

I più letti

Innovazione, gli OLED illumineranno l’agricoltura del futuro

I ricercatori del Centro ENEA di Portici hanno sperimentato per la prima volta sistemi di illuminazione OLED sulle piante in ambienti chiusi, dimostrando come la luce diffusa e a...

L’Australia a un anno dagli incendi: 49 specie hanno perso l’80% del proprio habitat

A circa un anno dalla stagione di incendi senza precedenti che da giugno 2019 a febbraio 2020 ha colpito...

Australia Orientale, più di 60.000 koala colpiti dagli incendi: 35.000 i sopravvissuti

Circa 60.000 koala (Phascolarctos cinereus) sono stati colpiti dalle fiamme che hanno devastato l’Australia da giugno 2019 a febbraio 2020. Un...

I pinguini del Capo sono animali a serio rischio di estinzione: all’inizio del XX secolo se ne contavano 2 milioni e mezzo, oggi ne sopravvivono appena 50 mila. Per questo il Bioparco di Roma, da sempre impegnato nella conservazione della biodiversità attraverso i programmi coordinati a livello europeo, ha accolto nove coppie di  pinguini del Capo (Spheniscus demersus), provenienti dallo Zoo di Bristol e da Zoom Torino. Le principali cause del drastico declino di questi uccelli sono l’inquinamento petrolifero e l’invasione delle plastiche nel mare, il prelievo illegale delle uova, la riduzione delle prede causata dall’attività antropica. Al Bioparco di Roma gli animali hanno a disposizione un’ampia area di circa 400 mq  in cui è stato ricreato l’ambiente asciutto e luminoso delle spiagge sudafricane, con rocce naturali, un mix speciale di ghiaia e piante di origine sudafricana. 

Curiosità: il pinguino del Capo è l’unico pinguino africano ed è distribuito principalmente lungo le coste del Sud Africa e della Namibia, in ambienti di clima temperato, molto simile a quello mediterraneo. Nonostante siano uccelli, i pinguini sono incapaci di volare; nel corso dell’evoluzione le ali si sono trasformate in pinne. L’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) ha classificato il pinguino del Capo come endangered, ovvero a rischio di estinzione in natura. Per questo i pinguini del Bioparco sono inseriti nel programma europeo di conservazione in cattività per le specie minacciate di estinzione denominato EEP (European Endangered species Programme) con l’obiettivo di mantenere una popolazione di animali in cattività geneticamente sana per eventuali ripopolamenti in natura. Il progetto è coordinato dall’EAZA (Unione Europea Zoo e Acquari), di cui il Bioparco è membro.

Il Bioparco sostiene la The Southern African Foundation for the Conservation of Coastal Birds (SANCCOB) organizzazione che ha come obiettivo la conservazione del pinguino del Capo e di altri uccelli marini attraverso la ricerca, la sensibilizzazione, il recupero e il rilascio in natura di individui feriti o vittime delle fuoriuscite di petrolio. Ogni anno l’associazione presta soccorso a 2.500 uccelli marini, di cui 1.500 sono pinguini.

Le ultime

Si sta come d’inverno sugli alberi in città i parrocchetti alieni

Spesso ho parlato delle specie non indigene, note anche come aliene, cioè quei taxa animali o vegetali che si...

Forse ti può interessare anche

Ricevi il notiziario ogni mattina nella tua casella di posta. La tua biodiversità quotidiana!

Italiaambiente24: un luogo, la sintesi. Dal lunedì al venerdì.

Grazie per esserti iscritto a Italiaambiente24!

A partire dalla prima edizione utile, riceverai il notiziario nella casella di posta che hai indicato.