End of waste, Lega: “Arriva l’emendamento che sblocca le imprese del riciclo”
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Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

Ieri pomeriggio è stato depositato in Senato un emendamento al Decreto Semplificazioni che potrebbe offrire una svolta al tema dell’ “end of waste”, ovvero definire finalmente i criteri che regolano la cessazione dello stato di “rifiuto” di un materiale e l’inizio della sua nuova vita da “prodotto riciclato”. A prima firma Paolo Arrigoni e Luca Briziarelli con il Sottosegretario Vannia Gava, l’emendamento è arrivato per sbloccare una situazione di stallo – determinata in gran parte da una Sentenza del Consiglio di Stato dello scorso febbraio – in cui le aziende del riciclo si sono trovate paralizzate a causa del blocco autorizzazioni, determinato sostanzialmente dalla mancanza di aggiornamento delle tipologie di rifiuto (la legge che li contempla è del 1998).

“L’emendamento – fa sapere il Sottosegretario Gava – punta quindi ad introdurre le condizioni per la cessazione della qualifica di rifiuto, ma anche dei criteri specifici per la loro attuazione uniforme da parte delle autorità competenti su tutto il territori. Questi criteri prevedono l’individuazione dei materiali di rifiuto in entrata ammissibili ai fini dell’operazione di recupero, i processi e le tecniche di trattamento consentiti ed infine i criteri di qualità per i materiali di cui è cessata la qualifica di rifiuto. Le autorizzazioni non possono che essere affidate alle autorità Regionali competenti”.
Ma non è finita: “Cosa molto importante, si propone l’istituzione presso il Ministero dell’Ambiente del Registro Nazionale degli impianti autorizzati al fine di garantire massima trasparenza e pubblicità”.
“L’economia circolare basata sul riciclo dei rifiuti – spiegano Arrigoni e Briziarelli – ha subito una pesante battuta di arresto determinata dalla sentenza del Consiglio di Stato, che è diventata insostenibile creando una situazione in evidente contrasto con quanto previsto e richiesto dalla normativa europea. Si rischia il collasso non solo del settore del riciclo e delle raccolte differenziate, ma anche di altri settori produttivi perché gli spazi in discarica si stanno esaurendo e di conseguenza stanno aumentando i costi di gestione dei rifiuti per famiglie e imprese. Occorre collocare e gestire i rifiuti in linea con i principi dell’economia circolare, di cui l’End of Waste costituisce una colonna portante. Ecco perché riteniamo fondamentale l’approvazione di questo emendamento che ha l’intento di dare regole e responsabilità chiare per sbloccare la situazione in modo concreto e in tempi stretti”.

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