Circeo, la Lega boccia il generale Ricciardi. Sammuri: “Mai successo, senza presidente troppi parchi”
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Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

“A memoria mia è la prima volta – e io sono presidente di Federparchi da 10 anni – che un nominativo proposto alle Commissioni riceve un voto negativo”. Così il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri commenta all’Adnkronos vicenda legata alla nomina del generale Antonio Ricciardi alla presidenza del Parco del Circeo, rigettata ieri dalla Lega in Commissione Ambiente in Senato. E’ la prima volta che questo accade “di sicuro negli ultimi 10 anni, prima non potrei dirlo ma ne sarei quasi sicuro. In genere se il Ministro porta una proposta la maggioranza gliela vota. Il Parlamento è sovrano ma sono dispiaciuto per la persona, perché con il generale Ricciardi ho avuto modo di lavorare insieme in questi anni. E’ una persona di grande spessore, di grandi capacità organizzative e morali che ha tutta la mia stima”, aggiunge.

I voti contrari sono stati 13, 7 i favorevoli e 2 gli astenuti su un profilo, quello del generale di corpo d’armata Antonio Ricciardi (insignito commendatore della Repubblica Italiana, destinatario dalla regina Elisabetta uno dei più alti riconoscimenti in ambito militare, che nella sua audizione in commissione ha discusso per 15 minuti dei punti critici, delle possibili risoluzioni e innovazioni per migliorare lo stato del Parco del Circeo) che sarebbe dovuto essere una garanzia d’imparzialità.
Il senatore della Lega Paolo Arrigoni ha fatto sapere i motivi della spaccatura: “Prima della seduta è stato anticipato in modo informale la non condivisone del metodo sulla proposta di candidatura” anche se precisa “nulla da dire sulla persona del candidato del ministro Costa. Di fronte all’alternativa di rinviare o mantenere la seduta – aggiunge – è stata optato per la seconda e noi abbiamo confermato quanto avevamo anticipato. Il risultato della votazione è stato una conseguenza”. E il Ministro Costa ha ribattuto: “Non accetteremo diktat e respingeremo i tentativi di far nominare persone non adeguate a questo ruolo così importante e delicato. I partiti stiano fuori”.

Nel frattempo, il presidente di Federparchi conclude all’Adnkronos: “La mancanza di un presidente è una cosa drammatica perché il presidente è il rappresentante legale dell’ente. La nomina – spiega – la fa il ministro dell’Ambiente d’intesa col presidente o i presidenti, se sono più d’una, delle Regioni competenti e previo il parere delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato”. Dunque “la situazione che abbiamo è che alcuni di questi 12 Parchi sono da molti anni in questa situazione. Il Parco Dolomiti Bellunesi sono tre anni forse quattro che non ha il presidente poi ce ne sono altri più recenti però siamo arrivati a 12 e tra due mesi ne scade un altro. La situazione è grave e complicata”.

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