Più di 20 persone si sono oggi date appuntamento davanti al Parlamento per chiedere un impegno conreto delle istituzioni per contrastare il cambio del clima. L’iniziativa è ispirata a #FridaysforFuture, il presidio davanti al Parlamento svedese che da molte settimana la quindicenne Greta Thunberg ha iniziato ‘scioperando da scuola’ per sollecitare provvedimenti urgenti dei politici per salvare il pianeta, lanciando anche l’hashtag #ClimateStrike.

“Sono qui perchè si conceda a noi giovani e a tutti popoli di avere un futuro possibile. Sollecito gli altri giovani ad unirsi a noi nei prossimi presidi”, ha spiegato Francesca, una studentessa di 18 anni che era presente alla manifestazione con il cartello “Sciopero della scuola per il clima.
Siamo diventati la malattia del Pianeta, dobbiano diventarne la cura” ha affermato Luca, anche lui studente, che reggeva un cartello con il medesimo slogan. “Per noi è fondamentale questa presenza in piazza, per segnalare la nostra preoccupazione e la speranza che i Cambiamenti climatici si possano affrontare solo se ci impegnamo in prima persona”.
Sarah, che fa parte della rete italiana ‘FridaysforFuture’ che si sta organizzando per coordinare queste iniziative ha precisato: “Noi siamo qui oggi per la prima volta, ma questo appuntamento continuerà tutti i venerdì per le prossime settimane. A Milano ormai da sette venerdì si ritrovano in piazza e come noi oggi sono scesi anche Bologna, Pisa e Torino. La rete si sta allargando a macchia d’olio”. “Noi continueremo a scendere in piazza in Italia e nel mondo tutti i venerdì, finché non avremo la certezza che i Parlamenti di tutto il mondo si impegnino seriamente per bloccare i cambiamenti climatici”, ha spiegato Ilaria.
“L’argomento della difesa dell’ambiente e del Pianeta è fondamentale per il futuro di ogni generazione umana ed animale, rimango ogni volta sopreso di fronte all’inezia della politica nei confronti di questi temi. Ma questo argomento rimane di vitale importanza, per questo mi sono unito volentieri a questa mobilitazione”, ha concluso l’attore Massimo Wertmulller concludendo il presidio. Tra i cartelli esposti: “Se il clima fosse una banca, questo Parlamento lo avrebbe già salvato”, “There is no Plan(et) B”, “No Planet, no Party”, “Più investimenti contro i cambiamenti climatici”.

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