Chiude l’archivio del Tribunale di Isernia per cinque giorni a causa dell’elevata concentrazione di gas radon nei locali seminterrati della struttura. La decisione è stata presa dal presidente del tribunale, Vincenzo di Giacomo. Secondo la Relazione depositata dall’Arpa su richiesta del Presidente del Tribunale, si è accertato che negli archivi del Palazzo di Giustizia della città molisana la concentrazione annua di radon è superiore al limite dei 500Bq/m3 consentito e previsto dal D.Lgs 241/200, essendo risultata pari a 761 Bq/m3.

Il radon è un gas nobile radioattivo naturale che deriva dal decadimento dell’uranio, si trova in natura in piccole quantità nel suolo e nelle rocce, è incolore, insapore e inodore. Per porre l’attenzione mediatica su tale argomento, il Consiglio Nazionale dei Geologi aveva anche organizzato lo scorso 26 ottobre 2018 il convegno Nazionale “Radon rischio geologico dalla terra un pericolo invisibile per la salute: quanti lo conoscono?” presso la sede del CNR di Roma. In quell’occasione, i Geologi avevano ribadito la pericolosità del radon, considerato la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo da sigaretta.

Il Vice Presidente e Coordinatore della Commissione Ambiente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Vincenzo Giovine, che è tra l’altro uno tra i massimi esperti in campo nazionale in materia di radon, e il Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, il Geologo molisano, past President dell’Ordine dei Geologi del Molise, Domenico Angelone sono stati invitati dal Presidente del Tribunale a partecipare ad un vertice che si terrà Mercoledì 30 gennaio 2019 alle ore 9.30 presso il Palazzo di Giustizia di Isernia. La riunione sarà un’occasione per suggerire analoghe soluzioni anche in tutte le consimili situazioni nelle quali versino immobili pubblici e privati, a livello sia locale che in ambito nazionale.

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