Inquinamento, maglia nera per l’Italia: “Più alto numero di aree a rischio in Europa”
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In Italia è presente il maggior numero di aree esposte a tre tipi di inquinamento atmosferico – da particolato, da biossido di azoto e da ozono – e alle ondate di calore. È quanto emerge dal primo rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) che mette in relazione indicatori sulla salute, ambientali e socio-demografici.

[ihc-hide-content ihc_mb_type=”show” ihc_mb_who=”reg” ihc_mb_template=”3″ ]Lo studio sottolinea che le diseguaglianze economiche e sociali aumentano l’impatto di inquinamento atmosferico e acustico e delle temperature estreme, con i paesi del Sud e dell’Est Europa più vulnerabili. Il rapporto dell’Agenzia Ue rileva che i rischi maggiori per la salute da inquinamento e cambiamenti climatici si registrano in aree dove i redditi e il livello di istruzione sono inferiori alla media europea, e superiori sono i tassi di disoccupazione a lungo termine e di anzianità della popolazione. Tra le città con i più alti livelli di disoccupazione e la più alta esposizione al particolato Pm10 sono citate Torino, Stara Zagora (Bulgaria) e Nicosia (Cipro).
L’Italia è uno dei tre paesi Ue (gli altri sono Grecia e Slovacchia) che presenta più territori in cui i rischi ambientali si sovrappongono fattori sociali. Nella Penisola si trova il maggior numero di aree in Europa esposte a tre tipi di inquinamento atmosferico – da particolato, biossido di azoto e ozono – e alle ondate di calore, con la presenza simultanea dei problemi di smog tipici delle aree urbane con reddito pro-capite inferiore alla media europea (Pm10 e ozono) e quelli delle regioni sviluppate (biossido di azoto). “La questione è tristemente nota – scrivono in una nota Matteo Badiali ed Elena Grandi, co-portavoce dei Verdi Italiani – perché ad esempio lo scorso anno la ASL del Comune di Bologna ha dichiarato che i bambini nati nel 2017 avranno un’aspettativa di vita inferiore di almeno 6 mesi rispetto a quelli nati negli anni precedenti, proprio a causa dell’inquinamento. I numeri – concludono – ci dicono che dobbiamo realizzare la Transizione Ecologica attraverso un Green New Deal e dobbiamo farlo ora, ne va della salute delle cittadine e dei cittadini italiani e di tutti i nostri figli.”[/ihc-hide-content]

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