Sperimentazione animale: lieve flessione ma in aumento cani e primati
S

I più letti

Il vino, il made in Italy e la nuova agricoltura: intervista al Sottosegretario Gianmarco Centinaio

Il registro nazionale dei paesaggi rurali storici conta attualmente 25 tra i più significativi luoghi d’Italia dove nei secoli...

Sono state rese pubbliche dalla Lega Anti Vivisezione le statistiche che riguardano il numero di animali usati per fini sperimentali nel 2017. Il numero totale di animali è in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente passando da 611.707 cavie stabulate, utilizzate e uccise nel 2016 a 580.073 nel 2017. “Una lieve flessione – sottolinea la LAV – che non deve colpire favorevolmente perché le leggi nazionali e il contesto europeo chiedono di andare ben oltre questa piccola riduzione, vedendo il ricorso all’animale autorizzabile “solo se per ottenere il risultato ricercato, non sia possibile utilizzare altro metodo e dando totale priorità a modelli sostitutivi che non prevedono animali”.

[ihc-hide-content ihc_mb_type=”show” ihc_mb_who=”reg” ihc_mb_template=”3″ ]E a ben guardare, nell’ambito della lieve flessione, emerge l’aumento dei cani (639 nel 2017 mentre l’anno precedente erano 486, inclusi i riutilizzi), specie, il cui ricorso, prevede misure fortemente restrittive. In aumento anche conigli, furetti, maiali, bovini, pesci e cefalopodi. “Si conferma, inoltre – prosegue la LAV – la triste impennata nel ricorso ai macachi, inaccettabile trend degli ultimi anni, che nel 2015 erano 224, raddoppiando a 454 nel 2016 e ora ben 548, numero che aumenta ulteriormente se si includono i primai riutilizzati in una seconda procedura, con una cifra finale di 586 scimmie. Quasi la metà degli animali poi (267.129 che corrispondono al 46% del totale), vengono sottoposti a procedure con categorie di dolore “moderato” o grave”.
E gli animalisti rivolgono un appello al Ministro della Salute Giulia Grillo “affinché assuma l’impegno di invertire questo trend, attraverso un concreto sostegno a favore dei metodi di ricerca che non richiedono l’impiego di animali, favorendo così la nostra competitività sul piano scientifico internazionale e archiviando un metodo di ricerca, quello su animali, che non è mai stato validato scientificamente”.[/ihc-hide-content]

Le ultime

Il vino, il made in Italy e la nuova agricoltura: intervista al Sottosegretario Gianmarco Centinaio

Il registro nazionale dei paesaggi rurali storici conta attualmente 25 tra i più significativi luoghi d’Italia dove nei secoli...

Forse ti può interessare anche

Ricevi il notiziario ogni mattina nella tua casella di posta. La tua biodiversità quotidiana!

Italiaambiente24: un luogo, la sintesi. Dal lunedì al venerdì.

Grazie per esserti iscritto a Italiaambiente24!

A partire dalla prima edizione utile, riceverai il notiziario nella casella di posta che hai indicato.