Legge sull’agricoltura biologica, un dossier sui pesticidi risponderà alle polemiche
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Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

La legge sull’agricoltura biologica sta seguendo il proprio iter per l’approvazione e oggi, dopo il vaglio della Camera a larga maggioranza dell’11 dicembre scorso (solo Forza Italia si manifestò contraria), è all’esame del Senato. Sin da subito alcune associazioni di categoria ne salutarono con favore i contenuti mentre altri esponenti tra ricercatori, docenti e imprenditori la criticarono a causa della “scarsità di informazioni documentate”. Poi il 9 gennaio arrivò una lettera indirizzata al Senato da parte di 213 esperti, che chiese il ritiro e la ripresentazione “solo dopo una profonda modifica nell’impianto e dei contenuti”.
Ma ad appello di esperti, risponde appello di esperti: “numerosi ricercatori e docenti universitari hanno già sottoscritto il nostro documento – spiega Legambiente – per un modello di sviluppo agricolo sostenibile. Un documento con cui l’associazione intende sostenere con forza le ragioni dell’agricoltura biologica, ma anche evidenziare quanto la ricerca scientifica e la sperimentazione siano importanti per costruire un modello agricolo basato sull’agroecologia”.
“Anche per rispondere alle polemiche che vengono rivolte da alcuni mesi all’agricoltura bio – dichiara il presidente di Legambiente Stefano Ciafani – è importante chiarire a tutti qual è la direzione da prendere e perché”.

E allora – il 18 febbraio a Roma – l’associazione presenterà il dossier “Stop pesticidi”, grazie al quale “verrà restituito il quadro della presenza dei residui di pesticidi nell’ambiente. L’ISPRA ci dice che ogni anno, solo in Italia, sono utilizzate 130.000 tonnellate di pesticidi che contengono circa 400 sostanze diverse, tra erbicidi, fungicidi, insetticidi, con una progressiva contaminazione nel 67% delle acque superficiali e nel 33% delle acque sotterranee. Il modello agricolo basato sull’agricoltura intensiva sta provocando innegabilmente una significativa perdita di fertilità e di sostanza organica dei suoli: secondo le Nazioni Unite ogni anno scompaiono 24 miliardi di tonnellate di terra fertile con un tasso di erosione tra le 10 e le 40 volte superiore alla capacità di rigenerazione; mentre secondo l’ISPRA circa il 40% dei terreni coltivati intensivamente andrà perso entro il 2050 se non verranno modificate tecniche e ordinamenti colturali. A livello globale, il settore agricolo contribuisce per il 25% alle emissioni di gas climalteranti e costituisce la principale causa di perdita della biodiversità naturale”
E conclude, sulla polemica: “Si tratta di una campagna puramente ideologica e denigratoria, non impostata su corrette basi scientifiche, totalmente digiuna di presupposti ecologici applicati all’agricoltura sta mettendo sotto accusa le scarse rese di produzione e gli effetti di accumulo e di tossicità dei principi attivi utilizzati nell’agricoltura biologica e quella biodinamica viene ridicolizzata con estrema superficialità, mentre si sostengono fortemente gli OGM e l’utilizzo dei pesticidi. Noi siamo convinti invece – recita l’appello – che le pratiche di agricoltura biologica e biodinamica consentano senza alcun dubbio di diminuire la presenza di sostanze pericolose di sintesi, garantendo, insieme alle buone pratiche agricole, l’erogazione di servizi ecosistemici, la tutela della biodiversità, la salubrità e sicurezza dei prodotti ottenuti”.

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