Caserta, sequestrati dodici pozzi contaminati da arsenico
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Sequestrati dodici pozzi tra i comuni di Caserta e San Nicola la Strada a causa delle elevate concentrazioni di metalli pesanti riscontrate, arsenico in particolare.

“I miei complimenti vivissimi ai Carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Caserta e del Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Caserta e alla Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere per l’importante operazione condotta”. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa commenta così il sequestro di dodici pozzi contaminati. L’arsenico è una sostanza nota per la sua elevata tossicità: in uno dei pozzi i valori hanno superato di 850 volte quelli di tollerabilità previsti. “Come è emerso dalle indagini – prosegue il ministro – la disastrosa situazione riscontrata nel casertano, sebbene non consenta di attribuire precise responsabilità in capo a singoli soggetti, evidenzia come fosse nota dal 2010 ai livelli locali di governo del territorio. Quel territorio è stato poi trasformato in area urbana. L’operazione – continiua Costa – coordinata magistralmente dalla Procura e condotta con sapienza in fase investigativa e operativa dai diversi comparti dell’Arma specializzati in materia ambientale, conferma come l’attenzione per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica sia e debba essere una priorità reale. Si conferma l’importanza – conclude Costa – di indagini approfondite per scoprire crimini ambientali come questo, purtroppo frequenti nel nostro Paese, che hanno bisogno della collaborazione e dell’azione sinergica di più soggetti, delle forze dell’ordine ma non solo, per approfondire tutti i profili di responsabilità”.

“Una situazione molto grave – ha aggiunto il sottosegretario all’ambiente Salvatore Micillo – che conferma la necessità di una forte presenza sul territorio e di un sempre maggiore impegno nel campo delle bonifiche e del danno ambientale. Il Ministero dell’Ambiente in questi mesi ha portato al centro dell’azione di Governo il risanamento dei Siti di Interesse Nazionale, e non solo, creando una cabina di regia nazionale, rafforzando la rete e il dialogo tra i diversi livelli istituzionali competenti e stanziando milioni di euro per le Regioni e le attività di bonifica. Vogliamo accelerare i processi e ridare ai cittadini il loro territorio, dopo troppi anni di attesa”.

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