L’orso ha fame e gli vogliono impedire di mangiare. Dicono, per salvarlo!

di Franco Zunino

L’11 febbraio dirigenti e funzionari del Parco Nazionale d’Abruzzo ed altre autorità regionali e di vigilanza ambientale hanno tenuto un incontro tecnico al Comune di Ortucchio (L’Aquila) sul problema dei due orsi marsicani che già hanno lasciato le loro tane d’inverno e stanno quasi ogni giorno e notte scorrazzando nei dintorni e nello stesso paese, nella piana del Fucino ai bordi delle montagne del Parco, saccheggiando stalle e pollai e spaventando i cittadini che si sentono quasi assediati dagli animali. Oltre alla gente del posto, ormai esasperata da queste pericolose incursioni, vi hanno partecipato anche alcuni ambientalisti e diverse persone che indirettamente si sono fatte portavoce dell’Associazione Wilderness Italia, tra le quali un ex Sindaco di Gioia dei Marsi, paese che come altri non pochi problemi ha nel rapportarsi con i vincoli del Parco. I presenti hanno messo non poco in difficoltà le autorità del Parco con domande e richiami anche sulla discutibile gestione del Parco e degli orsi, le quali alla fine non hanno saputo promettere altro che un aiuto per la messa in sicurezza delle stalle e dei pollai (recinzioni elettriche, ecc. tutte cose, in ogni modo che semplicemente allontano il problema, nel senso che spingeranno gli orsi ad allontanarsi sempre di più… in cerca di stalle e pollai in altri paesi!), quando il vero problema è a monte, al perché gli orsi che un tempo vivevano solo nel “cuore” del Parco ed erano molto di più e mai avevano creato problemi del genere, oggi invece vivono sparsi in mezzo Abruzzo e ridotti di numero. Se il problema è il cibo, è il cibo che bisogna portare nel Parco o far si che vi resti, non impedire agli orsi di trovarlo, lì o altrove! Lo vogliono salvare, o vogliamo fare in modo che gli orsi arrivino fino alle porte di Roma?

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