Antartide, al via la nuova campagna invernale italo-francese a 3.300 metri di altitudine
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È iniziata la 15esima Campagna invernale in Antartide presso la base di ricerca permanente italo-francese “Concordia” (Dome C) sul plateau antartico a 3.300 metri di altitudine. Per i prossimi nove mesi, fino a metà novembre, 13 “invernanti”, di cui 7 italiani, 5 francesi e 1 danese rimarranno in completo isolamento, per mantenere attive le attrezzature sperimentali e condurre studi di glaciologia, chimica e fisica dell’atmosfera, astrofisica, astronomia, geofisica e biomedicina. Si è chiusa oggi, invece, la 34esima Campagna estiva del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), nel corso della quale sono stati portati avanti oltre 50 progetti scientifici grazie alla partecipazione di 212 tra ricercatori e tecnici provenienti da istituzioni di tutta Italia. Dopo la messa in sicurezza degli impianti e delle infrastrutture, l’ultimo gruppo ha lasciato la base “Mario Zucchelli” per rientrare in Nuova Zelanda a bordo della Nave cargo olandese “Happy Delta”.

Molti i risultati ottenuti sul piano scientifico: oltre agli osservatori permanenti di meteo-climatologia, sismologia e geodetica, sono stati sviluppati tra gli altri progetti riguardanti lo studio di specie ittiche del Mare di Ross e la capacità di produrre cosmaceutici e nutraceutici dalle risorse biologiche marine. Inoltre, presso la Stazione Concordia è entrato in funzione il secondo radar ionosferico della rete planetaria SuperDARN.

Nel corso della spedizione sono proseguite le opere di ammodernamento delle infrastrutture della base Zucchelli, tra cui il nuovo acquario di supporto ai progetti di biologia marina. È stata completata la ristrutturazione della copertura del corpo principale della base Zucchelli con la posa in opera di un impianto fotovoltaico che ha prodotto finora circa 10mila kWh di energia elettrica (equivalenti a circa 3mila litri di combustibile risparmiato). Sono poi proseguiti i lavori per implementare l’impianto eolico, telecontrollabile da remoto, che fornisce energia per il mantenimento in funzione durante l’inverno degli osservatori scientifici permanenti. In questa spedizione i collegamenti con l’Antartide sono stati realizzati con l’impiego di nuovi vettori per il trasporto di personale e cargo: per la prima volta in assoluto infatti aerei a turbina (un Airbus A319 del Programma antartico australiano e un Ilyushin IL76) hanno utilizzato la pista di atterraggio ricavata sul ghiaccio marino antistante la Stazione italiana. Sono inoltre proseguite le attività finanziate dal MIUR per la realizzazione dell’aviopista sulla terraferma a Boulder Clay, nei pressi della base Zucchelli, il cui completamento è previsto tra circa 2 anni.

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