Decreto trivelle, Greenpeace: “Serve a poco, manca la valutazione del pericolo”
D

I più letti

Munizioni al piombo nelle zone umide, LIPU chiede agli europarlamentari di chiudere la partita

Lettera dell’associazione agli europarlamentari: il piombo mette a rischio milioni di uccelli selvatici e l’ambiente

Clima, primo accordo tra i Ministri Ue: zero emissioni entro il 2050

Il Consiglio dei ministri dell'ambiente dell'Ue ha raggiunto venerdì un accordo parziale sulla legge per il...

Al via il diciottesimo Festival della Scienza di Genova nel segno delle “onde”

Compie diciott’anni una delle principali manifestazioni di divulgazione scientifica a livello internazionale, inaugurando un format innovativo...

Recentemente firmato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa il decreto sui procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale relativi ad attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare. A detta di Greenpeace, tuttavia, “il decreto non serve a molto dal momento che per queste attività continuerebbe a non essere richiesta la valutazione del pericolo di incidente rilevante”. L’organizzazione ambientalista fa notare come in Italia non siano sinora mai state effettuate valutazioni pubbliche che prendano in considerazione tale aspetto di pericolosità.

Come indicato dal decreto legislativo 105/2015, per incidente rilevante si intende un evento quale un’emissione, un incendio o una esplosione di grande entità che dia luogo a un pericolo grave per la salute umana o l’ambiente, relativo a uno stabilimento in cui si lavori con delle sostanze pericolose. “Nello stesso decreto – commenta Greenpeace – sono state però escluse dall’attuazione della Direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti tutte le attività di esplorazione e sfruttamento offshore di idrocarburi. Un vuoto che il decreto firmato da Costa non ha colmato, ponendo l’esecutivo attualmente in carica in perfetta continuità con le politiche in materia dei precedenti governi. Questa mancanza ha infatti permesso, e continua a permettere, alle compagnie petrolifere di procedere alla richiesta di nuovi progetti di trivellazione senza presentare alcuno scenario di rischio rilevante, come Greenpeace denuncia da anni”.

«Cosa intende fare il governo durante questi diciotto mesi di moratoria? Vuole perdere altro tempo occupandosi di minuzie o intende affrontare questioni serie?», chiede Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace. «Se si vuole davvero uscire dall’era delle fossili è ora che si inizino a prendere provvedimenti seri, a partire dall’obbligo di valutare il pericolo di incidente rilevante anche per le piattaforme che estraggono idrocarburi in mare». L’attuale quadro legislativo permette, ad esempio, l’autorizzazione di progetti come “Offshore Ibleo” di ENI al largo di Licata in Sicilia senza che vengano considerati i pericoli più gravi di tali attività, chiedendo però poi nelle prescrizioni di presentare i possibili scenari in caso di incidente rilevante. Greenpeace si chiede cosa succederebbe nel caso in cui tali scenari indicassero potenziali effetti su aree più ampie di quelle considerate nel decreto VIA: si dovrebbe rifare tutto il procedimento? «Chiediamo al ministro Costa di tirar fuori dai cassetti gli scenari di incidente rilevante elaborati da ENI per il progetto offshore Ibleo, e di rendere immediatamente disponibili le pagine con le informazioni sulle procedure di valutazione di impatto ambientale», continua Monti. «Se davvero è contrario alle trivellazioni e vuole offrire maggiori garanzie ai nostri mari, Costa si rifiuti di firmare ogni decreto VIA fino a quando non verrà cancellata la norma che esclude le trivelle dalla valutazione di incidente rilevante», conclude.

Le ultime

Nuova Pac, il Parlamento Europeo approva ma “questo non è Green Deal”

Nel pomeriggio di ieri il Parlamento europeo ha approvato la proposta legislativa per la Politica agricola...

Vaia due anni dopo: la Magnifica Comunità di Fiemme riparte dalla verifica della gestione forestale

Era il 29 ottobre 2018 quando la tempesta distrusse in Italia oltre 42 mila ettari di boschi, di questi quasi 20...

Buco dell’ozono: a ogni anno il proprio record

Come tutti gli anni, finito l’inverno australe il sole torna a splendere anche sui ghiacci antartici, e l’aria ghiacciata viene bombardata...

Clima, primo accordo tra i Ministri Ue: zero emissioni entro il 2050

Il Consiglio dei ministri dell'ambiente dell'Ue ha raggiunto venerdì un accordo parziale sulla legge per il clima, con cui l'Ue fissa...

Munizioni al piombo nelle zone umide, LIPU chiede agli europarlamentari di chiudere la partita

Lettera dell’associazione agli europarlamentari: il piombo mette a rischio milioni di uccelli selvatici e l’ambiente “Sostenere la storica...

Arriva “asdeco”, il nuovo Covid-test di Enea: risultato entro quindici minuti

L’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile sta sviluppando un innovativo sensore che permetterà di effettuare...

Forse ti può interessare anche

Ricevi il notiziario ogni mattina nella tua casella di posta. La tua biodiversità quotidiana!

Italiaambiente24: un luogo, la sintesi. Dal lunedì al venerdì.

Grazie per esserti iscritto a Italiaambiente24!

A partire dalla prima edizione utile, riceverai il notiziario nella casella di posta che hai indicato.