Smog, Italia deferita dall’UE per superamenti ripetuti dei limiti di NO2
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La Commissione europea ha deferito oggi l’Italia alla Corte di giustizia Ue per la ripetuta violazione dei limiti di concentrazione massima di biossido di azoto (NO2) nell’aria delle nostre città. La decisione potrebbe portare a ingenti sanzioni economiche per il nostro paese che è in questa situazione a causa di politiche insufficienti sia a livello regionale che nazionale. Riguardo i livelli di smog, l’Italia è già stata deferita in Corte per sforamento dei limiti di PM10 nel maggio del 2018, insieme ad altri paesi UE. L’Italia avrebbe dovuto rispettare i limiti per il biossido d’azoto entro il 2010, secondo quanto previsto dalla direttiva UE 2008/50. La causa davanti alla Corte di Giustizia Europea riguarda sforamento dei limiti di NO2 in dieci città, incluse Milano, Torino e Roma, con una popolazione totale esposta a livelli fuori norma di circa 7 milioni di abitanti.

“Il deferimento di oggi è la conferma che la situazione italiana è gravissima: siamo l’unico paese Ue ad essere stato deferito per il superamento dei limiti sia di PM10 sia di NO2”, ha dichiarato Ugo Taddei, avvocato di ClientEarth responsabile del progetto Clean Air dell’organizzazione europea.

“La notizia del deferimento dell’Italia alla Corte Giustizia Ue per smog e fogne, arrivato oggi dalla Commissione Europea e che segue quello del 2018 per sforamenti dei limiti di Pm10, non ci sorprende affatto. Anzi è la conferma – dichiara il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani – di quanto poco il nostro Paese abbia fatto in questi anni su questi due fronti sui quali, invece, è urgente intervenire. L’inquinamento atmosferico continua ad essere un’emergenza cronica nella Penisola non più giustificabile con le avverse condizioni meteo-climatiche della pianura padana o legate alla sola stagionalità invernale. Se continuiamo di questo passo potrebbero arrivare altri deferimenti e nuovi possibili maxi-multe, e a pagare ancora una volta sarebbero i cittadini in termini di salute e soldi. In Italia continua a pesare la mancanza di un efficace strategia antismog, per non parlare dei problemi legati al mancato adeguamento alle norme Ue dei sistemi di trattamento delle acque di scarico. Ancora oggi nella Penisola circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi, senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi”.

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