Nasce a San Gimignano il progetto che salverà l’olivicoltura italiana
N

I più letti

Recovery Fund, Lipu: “Fondi alla biodiversità annunciati ma inesistenti”

La nota della Lipu: “Nonostante l’obbligo sancito dal regolamento europeo sul Recovery and Resilience Fund, la bozza di piano...

Si sta come d’inverno sugli alberi in città i parrocchetti alieni

Spesso ho parlato delle specie non indigene, note anche come aliene, cioè quei taxa animali o vegetali che si...

Emergenza Covid, il Mibact avvia il tavolo permanente per i professionisti della cultura

“Nasce il tavolo permanente per i lavoratori dei musei, degli archivi e delle biblioteche, un nuovo spazio istituzionale per...

Federico Montagnani

“La storia che si respira tra le sue colline ha ispirato questa innovazione”. Queste le parole del giovane imprenditore Federico Montagnani che non smette mai di stupire. Dopo aver mappato i DNA di vecchie viti e riscoperto varietà ormai scomparse, oggi esce allo scoperto con un progetto altrettanto lungimirante, lui che insieme alla moglie porta avanti una tradizione di famiglia.
“Il forte legame con le proprie radici è l’aspetto più romantico – spiega Montagnani – in un settore, quello olivicolo che vive una forte contraddizione, di crescita ma anche di forte abbandono, dovuto ad una coltura non proprio facile, troppo spesso considerata marginale. È il legame tra territorio e tradizioni che spinge a mantenere viva un olivicoltura, che potrei definire di aspetto paesaggistico e naturalistico”.

Dunque il progetto, denominato “Olimpolli Montagnani” ovvero, impollinazione assistita in olivicoltura con l’ausilio di droni, finanziato con fondi europei, ha visto la costruzione di un gruppo operativo formato da Tenuta Montagnani, Coldiretti, Ivalsa Cnr e Università degli studi di Siena. L’obiettivo è quello di incrementare almeno del 50% la pruduzione olivicola, distribuendo polline, precedentemente conservato con particolari tecniche. Come sappiamo, il polline di olivo vola nell’aria per lunghe distanze, ma l’umidità presente fa sì che perda anticipatamente la propria efficacia così, solo il 2, 3% di fiori diventeranno poi olive. “La tecnica che ho sviluppato – conclude Federico – serve a distribuire polline ancora attivo nelle fase di maggior ricettività da parte dei fiori, aumentando ed ottimizzando così la produttività. Non da meno il rispetto per l’ambiente, un chiodo fisso in tutti i miei lavori”.

Le ultime

Misurare la CO2 in classe per prevenire il contagio: al via in 12 scuole pugliesi il progetto pilota di SIMA

Parte dalla Regione Puglia il progetto pilota “Misuriamo la CO2 a scuola” della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA)....

Forse ti può interessare anche

Ricevi il notiziario ogni mattina nella tua casella di posta. La tua biodiversità quotidiana!

Italiaambiente24: un luogo, la sintesi. Dal lunedì al venerdì.

Grazie per esserti iscritto a Italiaambiente24!

A partire dalla prima edizione utile, riceverai il notiziario nella casella di posta che hai indicato.