Primo sì al ddl Salvamare, i pescatori potranno smaltire la plastica pescata
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“Il disegno di legge Salva Mare approvato oggi  ci aiuterà  a salvare i nostri mari, appunto, dal disastro ambientale a cui li stavamo condannando. Finalmente i pescatori potranno portare a riva tutta la plastica pescata, che fino ad oggi erano costretti a ributtare in acqua, aiutandoci a ridurre la presenza di rifiuti in mare”. Così il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, con delega alla tutela del mare, on. Salvatore Micillo ha commentato l’approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge.

“Un ulteriore strumento nella lotta alla plastica monouso che stiamo portando avanti senza sosta dal primo giorno di Governo. Il marine litter è  un problema serio, con gravi ripercussioni anche sulla catena alimentare, e se pensiamo che il 95% dei rifiuti trovati in mare e sulle spiagge è composto da plastica, parliamo di oltre 150 milioni di tonnellate, capiamo la portata di questa misura. Ringrazio per questa vittoria il Ministro Sergio” ha concluso Micillo.

GREENPEACE: “LA MONTAGNA HA PARTORITO UN TOPOLINO “
Critica Greenpeace che attraverso Serena Maso, della campagna Mare di Greenpeace Italia, polemizza: “Pur correggendo un evidente carenza normativa, il ministro Costa di fatto si limita a trasformare i pescatori in spazzini del mare. È preoccupante e rischioso pensare di certificare come sostenibile un’attività di pesca solo perché i pescatori hanno recuperato rifiuti in mare, come previsto dalla legge. Ad esempio, la pesca a strascico – spesso una delle principali minacce all’integrità dei fondali marini – ha come conseguenza anche la produzione di una quantità copiosa di rifiuti. È certamente un bene che questi non vengano rigettati in mare, ma da qui a definire sostenibile questo tipo di pesca ce ne vuole: sarebbe una beffa nei confronti dei pescatori che veramente pescano in modo responsabile, e anche per i consumatori che rischiano di essere confusi da certificazioni poco chiare e affidabili”.

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