Bolzano, arriva il simulatore climatico di vette fino a 9mila metri
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Cambierà la ricerca per la medicina di emergenza in montagna ma non solo

Si potrà vivere come sulla vetta dell’Everest e oltre (fino a 9000 metri) nel simulatore Terra X Cube, inaugurato lo scorso 5 aprile a Bolzano. Una macchina in grado di simulare le condizioni climatiche più diverse e, cambiando la pressione e la concentrazione di ossigeno, “trasportare” gli ospiti sulle cime più elevate del pianeta.
Lo scopo è di effettuare ricerche in ambito medico, ecologico e industriale. All’interno della struttura si potranno simulare temperature comprese tra -40°C e +60°C, imitare la luce del sole anche quando fuori è buio, produrre 60 millimetri di pioggia all’ora anche quando fuori c’è il sole o 5 centimetri di neve all’ora in piena estate. Il simulatore si trova a Bolzano nel NOI Techpark ed è stato realizzato dai ricercatori di EURAC Research con la collaborazione di aziende locali.

Christian Steurer, direttore di Terra X Cube all’EURAC Research, ha illustrato come funziona e come è strutturato il simulatore. Le camere climatiche del Terra X Cube si presentano come due grandi cubi. Il più grande, Large Cube, e il più piccolo, Small Cube. Le quattro camere di test dello Small Cube sono in grado di creare le condizioni atmosferiche che si trovano nelle Alpi, mentre il Large Cube simula quote più elevate come la vetta dell’Everest.
All’interno del simulatore possono stare 12 soggetti e tre ricercatori per un periodo lungo fino a 45 giorni. Si possono montare tende, ci si può arrampicare o fare attività fisica. La camera di compensazione può simulare un calo improvviso di pressione come può accadere durante un intervento di salvataggio in elicottero in alta montagna.

All’inaugurazione era presente anche Damian Bailey, attualmente professore alla University of South Wales, il maggiore studioso a livello mondiale dei processi che avvengono nel corpo umano in carenza di ossigeno.
Il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher commenta: “Un’infrastruttura che permette, alle nostre aziende già forti in settori come le tecnologie alpine, di competere a livello mondiale”. Hermann Brugger, uno degli ideatori di Terra X Cube, ha lodato questa realtà unica al mondo, fonte di progresso per la medicina di emergenza in montagna: “Quello che ancora mancava nel campo della ricerca medica in alta quota era la riproducibilità dei test, ovvero la loro ripetizione nelle stesse condizioni”.

È possibile monitorare i vari parametri vitali come l’attività cardiaca, la saturazione di ossigeno, la pressione arteriosa e la temperatura corporea dei soggetti che si trovano all’interno del simulatore. Il biologo Georg Niedrist conclude: “Potremo studiare l’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi in un ambiente realistico, trovando risposte ai quesiti posti dal climate change”.

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