Tra i 10 e i 13 anni la prima sigaretta: al via “Non mandiamo il Pianeta in fumo”
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Deleterio per la salute, il fumo è anche un danno per l’ambiente: la LILT, con il MIUR e l’ANCI, promuove una “call to action” rivolta agli studenti italiani per una straordinaria raccolta di mozziconi in vista del “No Tobacco Day”. Nella fascia 13-15 1 ragazzo su 5 fuma e l’ambiente scolastico non è smoke free: ancora troppo facile l’accesso all’acquisto per i minori.

Roma – Come ormai tristemente noto, il fumo è tra le principali cause del cancro, in particolare, del polmone, della cavità orale, della faringe, dell’esofago e della vescica; nuoce alla pelle, ai denti, alle ossa e alla fertilità; danneggia il cuore; contribuisce a causare infarti e ictus. Eppure, rispetto ai giovanissimi, continua a scendere l’età della prima sigaretta, tra i 10 e i 13 anni, e nella fascia 13-15, 1 ragazzo su 5 fuma.
È proprio ai giovani e ai ragazzi che la LILT, con il MIUR e l’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, si rivolgeranno il prossimo 31 maggio, in occasione della 32° Giornata Mondiale Senza Tabacco: agire subito per un mondo senza tabacco, invitando a riflettere su quanto il fumo possa essere nocivo tanto per la salute della persona, quanto per l’ambiente.
E se il fumo miete le proprie vittime, lo stesso vale per la sigaretta elettronica, usata abitualmente più dai ragazzi che dalle ragazze (22% vs 13%): i dati ci dicono che non abbia arginato il fenomeno ma che al contrario, la sua diffusione è ormai paragonabile a quella della sigaretta tradizionale. Inoltre, nonostante la stretta sulle normative, il 76% dei giovanissimi dichiara di non aver ricevuto il rifiuto di vendita per minore, segno che l’accesso all’acquisto è ancora troppo facile, e all’interno delle scuole, per quanto tra il 2010 e il 2018 siano diminuiti i fumatori nell’ambito degli istituti, (dal 44% al 14% gli insegnanti, dal 56% al 29% gli studenti), la strada è ancora lunga per arrivare ad una scuola veramente “smoke free”.
Non solo: la produzione di tabacco è tra le cause della deforestazione, e i rifiuti tossici della filiera, senza dimenticare i mozziconi gettati nell’ambiente, contribuiscono all’inquinamento del suolo, dell’aria e delle acque.
Questa la riflessione che la LILT invita a percepire con il MIUR, chiamando i ragazzi nelle scuole a una grande “call to action” che li vedrà posizionare alle porte degli istituti drappi bianchi con la scritta “Non mandiamo in fumo il pianeta” e impegnarsi in una raccolta collettiva dei mozziconi che infestano parchi e strade sul territorio, per darne testimonianza il 31 maggio, nel corso di un incontro tra cittadinanza, rappresentanti delle sezioni provinciali LILT e istituzioni.
“Lo stile di vita sano, da solo, non basta: anche le condizioni ambientali, il contesto in cui si vive, hanno un peso per il nostro benessere” ha detto il Presidente della LILT Nazionale Francesco Schittulli “Ricordiamoci che l’insorgenza del cancro dipende anche dal tipo di aria che respiriamo, così come dalla qualità del suolo dove, ad esempio, si coltiva il cibo che mangiamo. Eppure i dati parlano chiaro: i fumatori sono in aumento e ciò che preoccupa di più è che si tratta di giovani, in particolare ragazze. Da sempre la LILT sottolinea e sostiene il significativo ruolo della scuola per trasmettere il valore dello stile di vita sano ai ragazzi e, con l’ausilio del MIUR, è con loro che vogliamo dialogare prima di tutto, anche con il supporto delle amministrazioni comunali, attraverso l’ANCI, perché acquisiscano concretamente tutte le dannose implicazioni provocate dalla semplice accensione di una sigaretta”.

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