“La caccia tutela la biodiversità”: si fa sentire anche la voce del mondo venatorio

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Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

Nella Giornata Mondiale della Biodiversità si è fatta sentire anche la voce del mondo venatorio, che rivendica il proprio posto nel mantenimento degli equilibri di alcuni ecosistemi. “Su scala globale – spiega Federcaccia in una nota – il principale fattore di perdita di biodiversità sono i profondi cambiamenti che il territorio subisce attraverso l’intervento dell’uomo nelle sue occupazioni quotidiane e l’eccessivo sovra-sfruttamento delle risorse naturali. Perdita del suolo per urbanizzazione, dissesti idrogeologici, eccessiva industrializzazione delle pratiche agricole, denaturalizzazioni di vaste aree e perdita di habitat sono fra le principali minacce per l’ambiente e le specie animali che lo abitano”.
Poi, mette le cose in chiaro: “Contrariamente a quanto si pensa o si vuol far pensare, la caccia è all’ultimo posto fra i rischi per la biodiversità e anche in questo caso sarebbe più corretto parlare di bracconaggio e non dell’attività venatoria regolata e svolta in modo sostenibile come avviene in Europa e nel nostro Paese. La caccia ha invece un ruolo estremamente positivo per la tutela della biodiversità e i cacciatori italiani ed europei, come ha ricordato recentemente il presidente della FACE, la Federazione delle associazioni venatorie europee al cui interno siede anche la Federazione Italiana della Caccia, sono consapevoli dell’impatto significativo dell’agricoltura e di altri usi del suolo su molte specie cacciabili in Europa e sono particolarmente preoccupati per le popolazioni di molte piccole specie di selvaggina. Gli sforzi dei cacciatori a livello europeo sono volti a far sì che l’Unione europea attraverso la sua prossima politica agricola comune (PAC) dedichi maggiore impegno e attenzione alla biodiversità, e in particolare alle specie maggiormente a rischio”.
Tuttavia, quale sia il ruolo positivo della caccia non è specificato mentre sembra poco velato il riferimento al fatto che l’espansione agricola stia riducendo anche lo spazio di manovra a disposizione dei cacciatori, oltre che quello a disposizione delle specie.
“L’impegno dei cacciatori non è però solo politico”, si legge ancora nella nota. “Numerosi, oltre 300, sono i progetti in corso portati avanti, il 40% dei quali nei siti Natura 2000 – che non sono come qualcuno crede zone “ingessate” alla stregua di parchi, ma aree da gestire attivamente –, concentrandosi soprattutto nelle azioni di ripristino ambientale. Molti ignorano che i cacciatori attraverso gli Ambiti territoriali di caccia sono coinvolti nella gestione del 70% del territorio italiano – interviene il presidente di Federcaccia Massimo Buconi in occasione della Giornata – La straordinaria ricchezza di biodiversità che caratterizza la nostra nazione è anche frutto del loro lavoro e del loro impegno. Per questo motivo la giornata della Biodiversità è una giornata di festa anche per tutti noi. Un ambiente sano, in equilibrio, vivo e vitale è un bene per tutta la società. Un bene di cui godiamo tutti e che tutti dobbiamo contribuire a preservare. Noi lo facciamo ogni giorno tutto l’anno, con etica, scienza e conoscenza. A volte da soli, altre al fianco a esempio di agricoltori e allevatori. E di questo siamo estremamente fieri. Ma anche se facciamo molto siamo consapevoli che ancora non basta. L’impegno è fare tutti ancora di più”.
Ma ancora di più, cosa?

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